“Arkeon è una psicosetta i cui vertici sono stati condannati e incarcerati per truffa, associazione a delinquere e violenze”.
Per chi non sappia cos’è stato Arkeon, questa è la verità su Arkeon. O quantomeno questa è la sola verità reperibile in rete, sulla stampa o dalla televisione.
Tuttavia questa verità è falsa.
E’ quella che si chiama una “verità mediatica”. Creata su una parola (psicosetta) che probabilmente non avevate mai sentito e che dovrebbe spiegare il significato di un’altra parola (Arkeon) che continuate a non conoscere, ma rispetto alla quale avete ormai una fondata diffidenza. Una parola (psicosetta) talmente forte da cancellare la verità giudiziaria, che a distanza di due anni non ha prodotto alcun arresto o condanna semplicemente perché ancora non si è deciso se debba esserci alcun processo [il 29/9/09 è stato deciso il rinvio a giudizio; il processo inizierà il 20/1/10, ndr]. Talmente forte da spingere tutti i media a riportare supinamente notizie di cronaca locale mai verificate da nessuno.Talmente forte da aver impedito che alcuna voce contraria potesse essere udita.
In effetti, una verità “virtuale”, se non per le molte persone colpevoli di aver partecipato a dei seminari di Arkeon e per questo sbattute in tv in prima serata, condannate da familiari ignari ma spaventati, isolati nelle scuole dei propri figli, minacciati con lettere anonime e taglio delle gomme, portate al collasso economico dagli avvocati e dalla perdita del lavoro.
Di fronte a tutto ciò alcune voci in questi anni si sono levate a porre domande e a mostrare alcune contraddizioni. Voci di persone di Arkeon che non hanno inteso farsi intimidire e che hanno voluto raccontare il sostegno, la forza, il rispetto e la profondità sperimentate in questo percorso. Ma anche voci di studiosi ed esperti del mondo antisette, preoccupati da quella che è stata definita una vera e propria “caccia alle streghe”. E che ha fatto parlare di un “Caso Arkeon” in cui – come ha detto qualche osservatore terzo – “chi mette il dito muore”.
Allora cos’è “il Caso Arkeon”? Un’incredibile quanto inconsistente caso mediatico-giudiziario scoppiato a metà del 2007 intorno ad un percorso di crescita individuale (Arkeon) nato in Italia nel corso degli anni ’90. Avviato dalle denunce di alcuni “ex”, che hanno portato all’oscuramento dei siti di Arkeon e all’apertura di indagini su 11 maestri di Arkeon, tra cui il fondatore. E al cui centro, accanto ad Arkeon, c’è il Cesap: una “discussa” associazione antisette di Bari che per prima ha raccolto tali denunce, che nella vicenda in questione ha agito come consulente del Tribunale di Bari e nello stesso tempo come pare lesa, e che ha l’onore di aver per prima introdotto in questa vicenda la parola chiave “psicosetta”.
A questo punto è bene chiarire un aspetto: questo non è un sito promozionale di Arkeon, i cui seminari sono stati interrotti immediatamente dopo la notizia dell’avvio delle indagini. Né l’interesse di chi scrive è di promuoverne la riapertura. E nemmeno l’intento è di santificare il percorso Arkeon, sul quale sicuramente si possono muovere critiche anche importanti, come ha fatto in più occasioni per primo chi scrive. L’obiettivo è solo poter tornare a raccontare la verità su una storia paradossale, quanto lo sono state altre in Italia prima della nostra, a partire dal caso Tortora, al caso Dimitri, al caso Rignano, al caso Brescia solo per fare gli esempi più eclatanti. Ciò che accomuna queste vicende non è tanto “l’errore giudiziario o investigativo”, quanto il singolare concorso di incompetenze, psicosi e interessi particolari nell’inventare una realtà inesistente e nel determinare una vera e propria persecuzione. Vogliamo raccontare quanto è avvenuto e quanto ancora sta avvenendo e forse avverrà, per amore della verità, per gratitudine verso un’esperienza che abbiamo visto sanare molte vite ferite e per i nostri figli e chi verrà dopo, perchè non debbano continuare a fare i conti con simili follie.
Nel merito, questo sito raccoglie una parte del tantissimo materiale che in questi anni è apparso sul web in relazione ad Arkeon, cercando di rendere pubbliche e accessibili quelle informazioni e quel dibattito fino ad oggi svoltosi tra addetti; informazioni che mostrano tutta l’assurdità di questa vicenda. Il sito crescerà un po’ alla volta, vi invitiamo a seguirlo.
Buona lettura
13 risposte finora ↓
piero // 16 giugno 2009 a 13:06 |
un semplice ciao a quanto scrivi e soprattutto a questa apparente imparzialità che di questi tempi non guasta. Resto purtroppo un pò diffidente a chi non si firma e quindi ti chiedo di sentirti libero se mettere il mio nome e la mia mail in risposta a questo articolo o censurarla per “pace quotidiana”. Sono un ex Arkeon, nonchè l’11° di quegli indagati da te citati, ahimè l’unico senza un’accusa (forse serviva un numero dispari per scaramanzia) e sono anche uno di quelli additati, come i miei figli alle scuole elementari, da chi ovviamente ha dato credito alle parole altisonanti inneggianti ad un moderno rogo inquisitorio dei giorni nostri. Sono uno di quelli che ha perso il lavoro e si adatta oggi a fare qualsiasi lavoretto (mi manca solo la pulizia dei vetri ai semafori e poi ho fatto di tutto) per campare e far campare 2 figli piccoli e sono anche uno di quelli che deve trovare mensilmente una cifra da “buttare” in avvocati che non possono nemmeno provare la mia innocenza o estraneità a qualsiasi fatto proprio pwerchè privo di qualsiasi accusa se non di aver partecipato, come altre centinaia di persone a corsi eruditivi a come sbrogliare matasse esistenziali. Sono passati 3 anni ormai e a volte mi si chiede di rivoltarmi contro, di costituirmi contro, forse proprio per essere “depennato” dalla lista degli accusati, mi si invita a “parlare”, ma io mi domando: “a parlare di che?”. quanti volantini troviamo nelle erboristerie, nei bar, nei supermercati che inneggiano a miracolose cure, trasformazioni, benesseri e quant’altro. Sinceramente credo di avere difficoltà a reinserirmi nel mondo dei “normali” perchè non sono capace di incolpare altri delle mie scelte responsabili: se vado in un ristorante e spendo molto o mangio male, semplicemente non ci vado più, a differenza di chi invece taglia le gomme del ristoratore o fa di peggio. Molta gente in Arkeon credeva nelle persone e forse questa è stata la più grande illusione! Un caldo abbraccio, chiunque tu sia.
Piero
ilcasoarkeon // 22 giugno 2009 a 12:28 |
Caro Piero
anzitutto ti ringrazio per la tua testimonianza, chiara e pulita. Credo siamo in molti a rivendicare il senso di una esperienza che per essere sana non doveva certo essere santa o perfetta. E credo siamo in molti a vivere in maniera libera e critica la nostra esperienza in Arkeon, perchè non abbiamo nulla o nessuno da difendere. In questo senso condivido molto di quello che dici, soprattutto sulla responsabilità.
Quanto alle persone, non so se credo nelle persone “a prescindere”, certamente credo alla possibilità per ciascuna persona di scegliere – e questo credo fosse anche la scommessa in Arkeon – ma questa scelta è appunto una responsabilità.
Da ultimo mi scuso per l’anonimato, anche per me è naturale firmarmi con nome e cognome e far sapere sempre all’altro con chi parla. Purtroppo in questo caso ho dovuto scegliere l’anonimato per proteggere questo piccolo spazio di informazione da tentativi di pressione attraverso la mia vita personale. Ne abbiamo viste, in questo senso.
Un abbraccio
Pietro Bono // 25 giugno 2009 a 12:01 |
Ringrazio Piero per la sua preziosa testimonianza.
Il suo è un tipico caso di “tortura delle parti offese”, dove è la vittima che viene “torturata”, indifferentemente in modi legali o illegali, per “convincerla” a schierarsi con “chi di dovere”, e per ottenere le dichiarazioni così come “qualcuno” vuole che siano rese.
Altrimenti son dolori.
Colgo l’occasione per rinnovare a Piero ed alla sua meravigliosa famiglia, la mia solidarietà.
Lo ringrazio infinitamente del coraggio di far sentire la sua voce.
Il bene che lui e sua moglie hanno fatto a tante e tante famiglie, non lo può cancellare nessuno. Come la stima di quelli che hanno avuto il piacere di conoscerli.
Ho cominciato a sviluppare in due post i problemi che Piero solleva:
http://pietrobono.blogspot.com/2009/06/arkeon-il-procedimento-civile-per.html
http://stepbystepwalkingtogether.blogspot.com/2009/06/arkeon-urge-una-carta-di-noto-25-6-2009.html
Grazie di cuore.
Pietro Bono
Francesco B. // 27 giugno 2009 a 16:01 |
Un caro saluto a tutti.
Anche io, come tanti, ho molte cose da dire su “Il caso Arkeon”.
Anche io, come tanti, le ho tenute dentro.
Un giorno, all’inizio di questo mese di giugno, sul blog Il Cannocchiale leggo un certa Vivian che, parlando della dott.sa Tinelli, ad un certo punto afferma: “…Io non la conosco (cioè non le ho MAI parlato in nessun modo)…”; e , dentro di me esplode: “neanch’io, PURTOPPO!”.
Mi spiego.
Nel mio percorso in Arkeon ho fatto molti seminari da solo, parecchi con mia moglie ed alcuni anche coi nostri figli; e di ciò sono soddisfatto.
Nell’estate di tre anni fa vengo informato che al Cesap di Noci (Ba) due persone, “ex” di Arkeon, hanno riferito di una condivisione all’interno della mia famiglia avvenuta in un momento di un seminario; i nomi erano sbagliati ma si evinceva che si trattava di noi.
Letta la dichiarazione, io e mia moglie ci siamo guardati esterrefatti, increduli di fronte ad affermazioni completamente false che, cosa di inaudita gravità, tra l’altro attribuivano a nostro figlio adolescente comportamenti e frasi che non sono avvenuti, né allora né mai.
Chi legge quanto sopra può solo provare ad immaginare lo stato d’animo di una famiglia così colpita. Colpita e violentata nella propria carne e nella carne della propria carne.
PUTROPPO la dott.sa Tinelli ha scelto di non verificare la veridicità delle sue fonti.
E in questi lunghissimi tre anni, pieni di altre sorprese (es. Digos), tante volte mi sono chiesto cosa abbia scatenato la fantasia delle fonti. Qualche ipotesi mi è venuta in mente, ma la tengo per me. Non sono un esperto, io.
Sono un cittadino, un padre, che testimonia che gravi menzogne sono state avvallate, senza le necessarie verifiche, da più figure preposte alla ricerca della verità, alla tutela delle persone ed alla amministrazione della giustizia.
Francesco B.
P.S. Chi mi conosce, anche solo un poco, non ha difficoltà a comprendere quanto mi è costato questo intervento. Inoltre per me, circa gli eventi dolorosi della vita, valeva il detto oggi a te domani ad un altro.
Valeva.
Fabia // 1 luglio 2009 a 13:40 |
Voglio solo essere solidale e ringraziare Piero per la sua testimonianza e chiarezza; un abbraccio forte a te e la tua moglie, che posso affermare come persone sempre di grande stima per la mia esperienza. Sono una delle persone a qui hanno, in particolare sua moglie, fatto un gran bene mai dimenticati, per la loro sincerità ed onestà!
Un abbraccio,
Fabia
Lucia // 27 agosto 2009 a 10:58 |
Un abbraccio di profondo affetto…Grazie per esserci e per tutto.
magistrato // 30 settembre 2009 a 08:18 |
smettetela di scivere a favore di un’associazione di delinquenti!!!!!!!!!!
ilcasoarkeon // 2 ottobre 2009 a 21:42 |
Caro/a signore/a, non può dare ordini in casa d’altri.
Se invece che punti esclamativi desiderasse portare argomenti, ci scriva ancora.
Paolo Busonera // 13 ottobre 2009 a 04:40 |
Saluto e ringrazio tutti coloro che hanno portato un contributo a questo spazio.Indubbiamente il clamore intorno a questa vicenda diventa poi come uno che parla e si risponde da solo….Non conosco Arkeon in sè.Ho partecipato a seminari ed esperienze varie di Reiki,che è stato il percorso di partenza di Vito Carlo Moccia,ma mai ad un percorso con lui.Ho seguito solo una sua presentazione una quindicina di anni fa.Anche se la tentazione di schierarmi dalla parte dei “reduci doloranti” è allettante,dato che alcune persone di mia conoscenza hanno passato l’ira dei guai (e io stesso ho visto squagliarsi le mie aspettative)-chi isolandosi dai parenti,chi indebitandosi fino al collo,chi entrambe le cose etc- non ho relazione di controparte,ossìa non conosco personalmente persone che invece sìano riuscite a coniugare il successo personale,l’equilibrio economico ed affettivo e andare fieri di ciò che fanno con Arkeon.Non avrei mai partecipato perchè pagare fior di quattrini( al di sopra della mia portata,nessuno parla delle cifre necessarie per fare i vari percorsi)per cercare il miracolo mi è andato bene solo per un po’ .Una cosa per me strideva più di tutte:tutti i soldi che venivano chiesti per il lavoro.E come mai tutti i maestri più accreditati provenivano da esperienze teatrali?Personalmente ho seguito un percorso di nuova socialità,condivisione e crescita che ad un certo punto ho abbandonato,sono felice dei miei limiti.Non ho voluto proseguire il cammino perchè non trovavo dentro di mè motivazioni più valide del desiderio di essere qualcuno di diverso da ciò che sono,abbagliato dai megadiscorsi.Non c’è più desiderio di accelerare o forzare gli eventi.Quel che mi veniva trasmesso dagli altri dopo un po’ svaniva,ed io ero sempre lo stesso.Scoprire che vado bene così è stata una rivelazione!Auguro a ciascuno la pace che sente giusta per sè,dato che secondo me il maestro già ce lo abbiamo dentro,e non è affatto uno stronzo- Paolo
ilcasoarkeon // 14 ottobre 2009 a 21:57 |
Caro Paolo
Ti ringrazio per il tuo lungo intervento, critico ma estremamente pacato. E ti ringrazio per aver specificato che le tue valutazioni non si fondano dalla conoscenza di Arkeon, né di Vito Carlo Moccia: molti in questa storia – il sito del Cesap abbonda di tali persone – hanno parlato per sentito dire e per presunta assonanza di quanto sentivano raccontare da terzi con proprie esperienza riferite a realtà del tutto diverse.
In effetti da quanto dici mi sembra di capire che i problemi di cui parli (isolamento dai parenti, debiti,..) non sono stati tua esperienza ma esperienza di “persone di tua conoscenza”. Sempre dalle tue parole, inoltre, deduco che tu abbia frequentato un qualche gruppo Reiki che, se mai ha avuto radici originarie nel percorso di Vito Carlo Moccia, se ne è successivamente allontanato (con reciproco sollievo!): lo deduco dal riferimento dai numerosi maestri provenienti dal teatro, che non riscontro assolutamente nel novero dei maestri Reiki-Arkeon da me conosciuti e che invece potrebbero corrispondere ad un gruppo di maestri separatisi molto presto dal percorso di Moccia (ne ho conosciuto uno, cui credo tu ti riferisca, e non lo augurerei a nessuno).
Detto questo provo a risponderti per quanto di mia esperienza.
- Personalmente conosco diverse persone che “sono riuscite a coniugare il successo personale, l’equilibrio economico ed affettivo e andare fieri di ciò che fanno con Arkeon”. In effetti sono la maggior parte, se per successo personale si intende non il macchinone ma il riuscire a vivere una vita in cui ti riconosci. Se vuoi leggi i blog degli allievi di Arkeon linkati su questo sito.
- Aldilà delle leggende metropolitane (qui credo che parli per sentito dire), il percorso era piuttosto economico. Un seminario costava 130 euro per due giorni e le persone più assidue ne frequentavano 4 all’anno: si spende molto di più in sigarette, per chi fuma. Certo i costi salivano per un intensivo (1200 euro), ma vanno raffrontati alla durata (cinque giorni) e al servizio (vitto e alloggio compreso), senza contare che già siamo a un livello a cui solo una persona molto interessata e motivata va: e anche sommandoli stiamo a circa 1800 euro l’anno. I costi erano invece molto alti, questo lo condivido, per prendere il terzo livello (quello che dà accesso alla maestria: 12000 euro) e per i maestri che volevano la licenza annua (qualche migliaio di euro)…ma queste sono le tariffe internazionali già praticate nel Reiki e comunque parliamo di una scelta di pochissime persone, che hanno una intenzione ben precisa e che richiede un percorso di almeno tre anni: per fare un parallelo, un corso di degustazione costa qualche centinaio di euro e si fa in un paio di giorni, un corso da sommelier costa migliaia di euro e dura tre anni! So che qualcuno, come lo psicoterapeuta di spalle Carlo, dice di essersi riuscito a indebitare per decine di migliaia di euro per fare il maestro: ma questa cosa – che per altro mi risulta non fosse a conoscenza di nessuno a suo tempo – è un problema che Carlo dovrebbe vedere con se stesso, visto che altri maestri hanno risolto il problema più semplicemente non facendo quello che non avevano i soldi per fare.
- Sull’ultimo punto invece sono d’accordo con te, se uso un percorso per cercare di cambiare, forse quel percorso non fa per me. Personalmente anch’io iniziai a frequentare Arkeon con quell’obiettivo e solo lentamente arrivai a capire che l’unica cosa che Akeon poteva offrirmi era diventare non un altro ma sempre di più me stesso e che questo era quello che volevo davvero. Altri hanno pensato o sperato di aver trovato in Arkeon l’arma per diventare super ….e hanno fatto una brutta fine.
Per concludere una precisazione. Personalmente non mi sento un reduce di niente (la mia vita non è mai stata Arkeon) e gli unici dolori che provo rispetto a questa vicenda non me li ha certo dati la fine di Arkeon, bensì lo scempio di verità fatto sulla pelle di tante persone innocenti.
Se vorrai approfondire questa storia, puoi leggere il materiale di questo sito, spero ti sia utile.
Intanto faccio mio il tuo saluto, che trovo molto bello “Auguro a ciascuno la pace che sente giusta per sè,dato che secondo me il maestro già ce lo abbiamo dentro”
cosimo // 21 ottobre 2009 a 13:10 |
Scrivo per segnalare una curiosità.
L’articolo nella homepage del sito “Qual è la verità su Arkeon?” parla del ruolo importante che la parola PSICOSETTA ha avuto ed ha in questa vicenda. Parola introdotta e diffusa dalla d.ssa Lorita Tinelli e quindi ripresa da tutti come un qualcosa di assolutamente noto ed ovvio.
Ebbene, non avendo io personalmente mai sentito usare questa parola prima del Caso Arkeon, ho pensato di fare una ricerca banale: digitare la parola “psicosetta” su Google. Il risultato è che per le prime 6 pagine si trovano solo notizie legate al Caso Arkeon 8e anche dopo, è la voce prevalente fino almeno a pagina 20.
Ora, Google non è Wikipedia (che a sua volta non è l’enciclopedia britannica), ma è un buon misuratore di cosa la gente legge e cerca in rete. Come dire, questa parola che tutti oggi maneggiano disinvoltamente sembra fosse perfettamente sconosciuta ai più fino a prima di questo caso.
Grazie
Artu // 26 dicembre 2009 a 23:29 |
Il velo di ipocrisia che ancora aleggia nell’Arkeon, non permette lo svelare il business che c’era dietro:
I Maestri che sborsavano una montagna di soldi senza guadagnare un euro, erano parecchi.
Di studenti nuovi se ne vedevano ben pochi e quindi i ripetenti (dipendenti dal lavoro) erano una manna.
Personalmente ritengo Arkeon molto simile alla Amway: corsi di aggiornamento e motivazionali per giustificare un lavoro basato sull’interesse di chi l’aveva creato e non della collettivita.
La grande balla del lavoro per l’uomo e l’umanita, la missione… erano solo il pretesto per beccare un sacco di quattrini a scapito delle persone che erano pronte a pagare le loro indulgenze riscattandosi in un mondo tangente alla realta, in cui il riconoscimento dato dal Maestro veniva interpretato come la ricomepnsa del buon lavoro fatto (dietro lauto compenso) Diciamo che il Grande Maestro metteva in luce i suoi preferiti in funzione della loro posizione sociale ed economica.
Aspettiamo il verdetto della giustizia.
ilcasoarkeon // 17 gennaio 2010 a 10:08 |
Chiedo scusa per il ritardo nella pubblicazione del tuo Post, è da un mese che non mi collegavo. Ti ringrazio perchè il tuo post mi dà modo di ribadire una cosa che credo importante.
Non so cosa sia Amway (proverò a documentarmi), ma è certamente vero che negli ultimi anni essere maestri poteva costare molto (troppo) e che di studenti nuovi se ne vedevano pochi. Questo era uno degli aspetti orgnaizzativi dell’associazione maestri più critici e criticati, che ha creato grande malumore e grande disaffezione. Questo è anche il motivo di fondo per cui molti maestri hanno gradualmente smesso di partecipare alle riunioni annuali in cui si chiedeva il rinnovo della licenza fino a lasciare pochissimi maestri operanti. Del resto quasi nessuno è mai riuscito a vivere di maestria, al più lo affiancava alla propria attività ordinaria usando i modesti ricavi dell’insegnamento per pagare i costi dell’insegnamento, immagino nella convinzione che questo gli piacesse e gli fosse utile.
Ad ogni modo questo era un problema dei maestri (alcune decine di persone), non degli allievi (alcune centinaia), che hanno sempre pagato costi piuttosto modesti per i propri seminari.
Ciò pone anzi delle domande serie sul perchè quei maestri insoddisfatti, pur partecipando a quelle costose riunioni, non abbiano mai posto tale questione apertamente, preferendo lasciare ad altri le decisioni salvo poi dirsene insoddisfatti con Vito in privato o con altri sempre in privato. E mi fa pensare come probabilmente proprio il graduale prosciugarsi della frequenza ai seminari e il distanziamento da Reiki (che toglieva una bella fetta di mercato gratis da chi cercava nel mucchio e non una cosa specifica come Arkeon) sia stata una causa forte alla base di tante lamentele, del tipo “se ce n’è per tutti va bene ma se i seminari vanno bene solo a due o tre allora c’è qualcosa che non va!”.
Quanto al fatto che il lavoro fosse basato più sull’interesse di chi l’aveva creato che non della collettività, mi sembra un discorso un po’ filosofico: se faccio un seminario e uno viene e paga c’è l’interesse mio e quello suo, se torna continua a trovarci l’interesse e se altre persone cercano di tenere seminari lo fanno finchè anche loro ci trovano il loro interesse. Intendo interesse complessivo, non economico, perchè come ho già detto quasi nessuno ne ha tratto abbastanza da campare.
Infien quanto al fatto che ci fossero “persone che erano pagare le loro indulgenze riscattandosi in un mondo tangente alla realtà, in cui il riconoscimento dato dal Maestro vienva interpretato come la ricompensa del buon lavoro fatto”…vedo tutti i giorni in ufficio, in parrocchia e nelle famiglie persone pronte a vendersi per avere un po’ di riconoscimento: per la bassa autostima, per insegnamenti ricevuti, per comodità. Certamente ce n’erano anche in Arkeon. Il fatto è che, superati i 18 anni (e chi si lamenta qui va dai 40 in su), ci si aspetta che ciascuno risponda un po’ per sè e che raccolga la sua semina. Se poi la critica è cosa ci facevano in giro questi maestri col nome di arkeon, ecco questa è una cosa con la quale sono d’accordo: se c’è gente in cerca di gloria, lo faccia pure ma non col mio nome. Anche questa è una ragione di critica da molti apertamente condivisa in Akeon.
Salvo che tu voglia alludere a persone che lo facevano perchè “plagiate”. Che è l’unico appiglio su cui cerca di stare in iedi questa storia traballante. Ma è un discorso, a mioavviso, abbastanza debole: o si parla di fatti precisi, di persone precisi, motivi precisi e si spiegano le modalità precise…o parliamo di niente.
Vorrei concludere dicendo quanto già detto tante volte: diverse critiche su arkeon sono condivise da molti e sono quelle che riguardano gli aspetti organizzativi dell’associazione maestri di arkeon (in particolare i costi e l’accesso alla maestria). Questi aspetti tuttavia riguardano una critica “interna” e non “di legittimità”, come a dire “non andavanao bene” e non “erano reati”. Ma soprattutto questi aspetti non toccano gli allievi e il lavoro fatto con essi, che poteva certamente essere migliorabile come tanto era già stato migliorato negli anni, restando un lavoro che si puòscegliere o non scegliere.