Aggiornamento n° 21 – Interrogazione parlamentare sull’attività dei gruppi antisette e della squadra anti sette (SAS)

Legislatura 16 – Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-02822

Pubblicato il 26 aprile 2012, nella seduta n. 716
PASTORE – Ai Ministri dell’interno, della giustizia e della salute.

Si chiede di conoscere:

quali ragguagli i Ministri in indirizzo siano in grado di fornire e quali provvedimenti intendano adottare: in presenza di episodi relativi all’attività di organizzazioni che si definiscono “Antisette”, finalizzate al contrasto ed alla repressione di gruppi ed associazioni per lo più qualificabili come “di nuove religioni”, in relazione all’attività di proselitismo delle stesse, asseritamente ottenuto attraverso la cosiddetta “manipolazione mentale”. Tale attività dei gruppi “antisette” è strettamente connessa con quella di organi della pubblica amministrazione, in particolare di polizia, nonché con le attività della magistratura inquirente finalizzata all’esercizio dell’azione penale;

in particolare, se debba considerarsi tuttora in vigore il provvedimento del Capo della polizia (all’epoca De Gennaro) n. 64767 del 1° novembre 2006, avente ad oggetto l’attività di contrasto agli illeciti connessi alle attività delle “sette sataniche” e l’istituzione della SAS (squadra antisette), o se siano intervenute modificazioni, specie in considerazione degli inconvenienti verificatisi in conseguenza delle attività previste e disposte con tale documento;

se i Ministri in indirizzo, ed in particolare quello dell’interno, siano a conoscenza del fatto che le “squadre antisette” hanno finito per operare pressoché esclusivamente come “braccio secolare” del “servizio antisette” dell’associazione Comunità papa Giovanni XXIII e del cosiddetto Forum delle associazioni italiane di ricerca e contrasto dei movimenti settari e dei culti abusanti costituito da: Aris (Associazione ricerca e informazione sulle sette) Veneto e Toscana, Favis (Familiari vittime delle sette), Cesap (Centro studi abusi psicologici), e associazione “Giù le mani dai bambini” che è una sorta di federazione di organizzazioni presenti in varie città italiane. “Servizio” che costituisce pressoché l’unica fonte di informazione e di consulenza per le squadre antisette della Polizia di Stato, la cui opera è a giudizio dell’interrogante gravemente influenzata dal carattere oltranzista ed intollerante delle cosiddette organizzazioni antisette, una delle quali, in passato, si è resa protagonista anche di episodi di violenza per una cosiddetta “deprogrammazione”;

inoltre, siano informati che il “Forum ” delle associazioni sopra menzionato include nelle sue “segnalazioni” e “relazioni informative” alla squadra antisette della Polizia di Stato (che, dal suo canto, scarso lavoro ha da compiere per mancanza di organizzazioni qualificabili come “sette”, cosicché se ne potrebbe ragionevolmente ipotizzare lo scioglimento), anche dati relativi a esperti, studiosi e privati cittadini in quanto negano il carattere delittuoso e l’illiceità dei gruppi esoterici asseritamente “manipolatori” delle menti dei proseliti, così da mettere in atto una vera e propria azione di persecuzione ideologica in base a discriminazioni di carattere culturale, religioso o filosofico, non solo contro le minoranze spirituali, ma anche contro privati cittadini accusati pretestuosamente di esserne i “sostenitori”;

non intendano esaminare, per la gravità obiettiva che è loro propria e per il valore emblematico che rivestono per la valutazione di metodi e rapporti messi in atto dalle autorità di pubblica sicurezza, nonché per le necessarie valutazioni della natura e dei metodi delle associazioni private cui le SAS, squadre antisette, troppo facilmente si rimettono per notizie su cui fondare in gran parte la loro opera, casi di autentica persecuzione di persone che le associazioni antisette considerano corresponsabili di ogni malefatta attribuita alle “sette” per il fatto di essere sostenitori dell’infondatezza della fobia che accomuna esoterismo, “nuove religioni”, “manipolazione mentale” e violenze o illeciti compiuti da appartenenti alle associazioni così definite ed “inquadrate”. In particolare l’interrogante ritiene di dover segnalare, perché possa e debba farsene oggetto di un’attenta disamina da parte dei pubblici poteri responsabili, la vicenda della dottoressa Raffaella Di Marzio studiosa di fama internazionale delle “nuove religioni”, dei fenomeni associativi e dei metodi di proselitismo ad essi connessi, nonché delle reazioni ed intolleranze che li circondano, che fu denunziata a Bari nel corso di una operazione di polizia nei confronti di un gruppo, al momento oggetto della sua osservazione e dei suoi studi, e di conseguenza indagata per associazione a delinquere, accusa archiviata nei suoi confronti dal pubblico ministero e dal giudice per le indagini preliminari di Bari, e che tuttavia ha continuato ad essere oggetto di denunzie e di esposti da parte di esponenti del Forum antisette e della Favis, atti persecutori che, dopo che la dottoressa Di Marzio si è iscritta all’albo degli psicologi, si sono concretati anche nel tentativo di provocare procedimenti disciplinari, con pretesti vari, a suo carico;

infine, come i Ministri intendano, nell’ambito delle rispettive competenze, operare perché sia garantito pienamente, in ordine a siffatti episodi, il diritto di libertà di opinione e di ricerca scientifica, nonché quello di associazione.

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