Qual’è la verità su Arkeon?

“Arkeon è una psicosetta i cui vertici sono stati condannati e incarcerati per truffa, associazione a delinquere e violenze”.

Per chi non sappia cos’è stato Arkeon, questa è la verità su Arkeon. O quantomeno questa è la sola verità reperibile in rete, sulla stampa o dalla televisione.

Tuttavia questa verità è falsa.

E’ quella che si chiama una “verità mediatica”. Creata su una parola (psicosetta) che probabilmente non avevate mai sentito e che dovrebbe spiegare il significato di un’altra parola (Arkeon) che continuate a non conoscere, ma rispetto alla quale avete ormai una fondata diffidenza. Una parola (psicosetta) talmente forte da cancellare la verità giudiziaria, che a distanza di due anni non ha prodotto alcun arresto o condanna semplicemente perché ancora non si è deciso se debba esserci alcun processo [il 29/9/09 è stato deciso il rinvio a giudizio; il processo inizierà il 20/1/10, ndr]. Talmente forte da spingere tutti i media a riportare supinamente notizie di cronaca locale mai verificate da nessuno.Talmente forte da aver impedito che alcuna voce contraria potesse essere udita.

In effetti, una verità “virtuale”, se non per le molte persone colpevoli di aver partecipato a dei seminari di Arkeon e per questo sbattute in tv in prima serata, condannate da familiari ignari ma spaventati, isolati nelle scuole dei propri figli, minacciati con lettere anonime e taglio delle gomme, portate al collasso economico dagli avvocati e dalla perdita del lavoro.

Di fronte a tutto ciò alcune voci in questi anni si sono levate a porre domande e a mostrare alcune contraddizioni. Voci di persone di Arkeon che non hanno inteso farsi intimidire e che hanno voluto raccontare il sostegno, la forza, il rispetto e la profondità sperimentate in questo percorso. Ma anche voci di studiosi ed esperti del mondo antisette, preoccupati da quella che è stata definita una vera e propria “caccia alle streghe”. E che ha fatto parlare di un “Caso Arkeon” in cui – come ha detto qualche osservatore terzo – “chi mette il dito muore”.

Allora cos’è “il Caso Arkeon”? Un’incredibile quanto inconsistente caso mediatico-giudiziario scoppiato a metà del 2007 intorno ad un percorso di crescita individuale (Arkeon) nato in Italia nel corso degli anni ’90. Avviato dalle denunce di alcuni “ex”, che hanno portato all’oscuramento dei siti di Arkeon e all’apertura di indagini su 11 maestri di Arkeon, tra cui il fondatore. E al cui centro, accanto ad Arkeon, c’è il Cesap: una “discussa” associazione antisette di Bari che per prima ha raccolto tali denunce, che nella vicenda in questione ha agito come consulente del Tribunale di Bari e nello stesso tempo come pare lesa, e che ha l’onore di aver per prima introdotto in questa vicenda la parola chiave “psicosetta”.

A questo punto è bene chiarire un aspetto: questo non è un sito promozionale di Arkeon, i cui seminari sono stati interrotti immediatamente dopo la notizia dell’avvio delle indagini. Né l’interesse di chi scrive è di promuoverne la riapertura. E nemmeno l’intento è di santificare il percorso Arkeon, sul quale sicuramente si possono muovere critiche anche importanti, come ha fatto in più occasioni per primo chi scrive. L’obiettivo è solo poter tornare a raccontare la verità su una storia paradossale, quanto lo sono state altre in Italia prima della nostra, a partire dal caso Tortora, al caso Dimitri, al caso Rignano, al caso Brescia solo per fare gli esempi più eclatanti. Ciò che accomuna queste vicende non è tanto “l’errore giudiziario o investigativo”, quanto il singolare concorso di incompetenze, psicosi e interessi particolari nell’inventare una realtà inesistente e nel determinare una vera e propria persecuzione. Vogliamo raccontare quanto è avvenuto e quanto ancora sta avvenendo e forse avverrà, per amore della verità, per gratitudine verso un’esperienza che abbiamo visto sanare molte vite ferite e per i nostri figli e chi verrà dopo, perchè non debbano continuare a fare i conti con simili follie.

Nel merito, questo sito raccoglie una parte del tantissimo materiale che in questi anni è apparso sul web in relazione ad Arkeon, cercando di rendere pubbliche e accessibili quelle informazioni e quel dibattito fino ad oggi svoltosi tra addetti; informazioni che mostrano tutta l’assurdità di questa vicenda. Il sito crescerà un po’ alla volta, vi invitiamo a seguirlo.

Buona lettura

P.S. da ottobre 2011 è un line il sito http://veritasuarkeon.org/ che fornisce infromazioni di prima mano sul caso arkeon. Visitatelo!

Ecco la verità su Arkeon!

(20 luglio 2012)

Aprendo questo sito tre anni fa ponevamo una domanda (“Qual è la verità su Arkeon?”), che trovava una sola risposta pubblica per quanti non avessero conosciuto di persona questo percorso (“Arkeon è una psicosetta i cui vertici sono stati condannati e incarcerati per truffa, associazione a delinquere e violenze”).  

Ebbene finalmente dal 16 luglio del 2012 la domanda ha una risposta di fronte alla legge (leggi la sentenza). E la risposta è che Arkeon non è una psicosetta

Non ci sono state truffe, violenze,abusi di professione medica. Non ci sono stati nemmeno abusi sessuali o induzioni al suicidio, reati nemmeno contestati dalla stessa accusa ma al centro per anni della campagna mediatica sollecitata dal Cesap e dalla signora Gabriella Monaco. E di conseguenza non c’è stata alcuna calunnia da parte degli imputati che, accusati, hanno querelato i loro accusatori. C’è solo una condanna a 8 degli undici indagati per abuso di professione psicologica – cioè per aver operato senza essere iscritti all’albo – e per il connesso reato di associazione a delinquere (per aver svolto questa attività all’interno di un’associazione formalmente riconosciuta. Una interpretazione questa piuttosto curiosa!). Di conseguenza anche le richieste di danni avnzati dalle parti civili sono state tutte respinte, a meno di quella avanzata dall’Ordine degli psicologi, la cui valutazione è stata tuttavia demandata all’esito di un eventuale processo civile. Per maggior dettaglio rinviamo al testo della sentenza ed al relativo comunicato stampa dell’avvocato difensore di Moccia, Maria Chiara Zanconi.

Tutto bene quel che finisce bene, allora? Per niente!

In primo luogo perché ci sono voluti 6 anni – di cui 3 di indagini, 1 di udienze preliminari e 2 di processo – per arrivare ad appurare che non vi era nulla di ciò che si andava morbosamente cercando. Con devastazione delle vite personali delle famiglie travolte in questa vicenda. Con enorme spreco di denaro pubblico. E con l’orrenda confusione mediatica che – partita dalla rete, dalla tv e dalla stampa – è arrivata alle orecchie di milioni di italiani, ancora una volta spinti a dar la caccia alle streghe anche nei più innocenti oratori di periferia o nel seno delle proprie relazioni più intime.

In secondo luogo perché è più che mai evidente che il lupo perde il pelo ma non il vizio.

Ci si riferisce ai media, che di questa vicenda sono stati amplificatori esponenziali per la sciatteria con cui hanno di volta in volta riportato veline senza mai verificarle e che sembrano proseguire come nulla fosse lungo la vecchia linea. In tal senso basta leggere i titoli di alcuni quotidiani locali e online di questi giorni, per vedere il modo strumentale e manipolatorio con cui si cerca di vendere una smentita per una conferma: “Processo alla psicosettaArkeon, condannate otto persone” (Bari today 16/07/12), “Associazione a delinquere, condannati i guru della psicosetta” (Il resto del carlino, 17/07/2012), “Psicosetta, condannati i maestri del metodo Arkeon” (Antennasud, 16/07/12). Articoli che nonsolo giocano sulla parzialità del titolo per trasformare una mezza verità in una falsità intera, ma che esplicitamente chiudono i propri resoconti con asserzioni ormai smentite dal processo per riprendere il lancio di fango (“dalle indagini emerge che Moccia avrebbe indotto le vittime a credere per esempio di ver subito abusi sessuali in tenera età…”).

Ma soprattutto ci si riferisce a chi ha mosso tutto ciò ed ha nutrito la stampa di simili veline, che non paghi della smentita processuale cercano ancora di mestare nel torbido. In primis alla d.ssa Tinelli del Cesap che, nella propria intervista al Resto del carlino già citata, dopo essersi dichiarata soddisfatta dell’esito del processo (?!),  afferma che “non bisogna abbassare la guardia perché sappiamo che ci sono maestri di Arkeon che continuano la loro attività. Perciò se non c’è qualcuno in grado di testimoniare abusi subiti di recente o di fornire notizie utili prima che i reati cadano in prescrizione, lo faccia la più presto”. Una persona non addentro alle vicende si chiederebbe di quali reati stia parlando, se sono stati appena assolti, e quindi quali ulteriori denunce si sollecitino. Lo chiarisce il suo avvocato di parte civile Marco Marzari che in un suo commento all’unico articolo oggettivo apparso sulla stampa (“Nessuna psicosetta, assolto il fondatore di Arkeon”, Affari Italiani.libero.it, 17/07/12) afferma che non c’è stata “nessun assoluzione per Moccia ed i suoi associati ma conferma che tutti i gravi fatti denunciati erano veri e comprovati”. Questo in base al fatto che “i reati di violenza privata e maltrattamenti sono stati ritenuti consumati ma prescritti” e che “lo stesso dicasi per le molte truffe perpetrate dagli imputati, che sono state ritenute truffe semplici (senza aggravanti) e quindi perseguibili solo a querela, che nella fattispecie mancava”.

Ebbene un avvocato non può fingere di non capire la sentenza, la quale dichiara non perseguibili in quanto prescritti solo i reati di violenza a carico di Francesco Morello (il maestro espulso da Arkeonnon appena le trasmissioni televisive avevano svelato i comportamenti dello stesso), mentre dichiara NON SUSSISTENTI i reati di maltrattamenti su minori a carico di Moccia. Quanto invece all’assoluzione dal reato di truffa per mancanza di denuncia, questo non costituisce un “cavillo legale” come sembra suggerire l’avvocato Mazzarri, ma un buco grosso come una casa. Come mai le parti che per prime e per sei anni hanno incendiato la rete, la stampa, la tv e finanche il Parlamento con le proprie segnalazioni, di fronte alla giustizia si sono limitate ad un “esposto” senza sporgere una vera e propria “denuncia”? Forse perché la seconda comporta una responsabilità penale legata al rischio di controdenuncia, mentre la prima no? E’ forse per questo che ancor oggi la d.ssa Tinelli sollecita inesistenti masse di abusati a denunciare senza chiedere alla principale testimone d.ssa Gabriella Monaco di farla lei per prima la denuncia? Armiamoci e partite!!!

Non sono dettagli questi. Sono gli ultimi colpi di coda che dimostrano quanto manipolatoria siano la cattiveria, l’ossessione e la ricerca del proprio interesse di alcuni. 

E qui veniamo all’ultimo punto. Il caso Arkeon non è stato usato solo a titolo individuale per dare spessore ad un curriculum professionale altrimenti vuoto di riscontri pubblici, bensì è stato agitato come “caso esemplare” per sollecitare in Parlamento l’emanazione di una nuovo disegno di legge sul reato di manipolazione mentale (ddl 569):un ddlche avrebbe forse creato più vittime di quante ne avrebbe salvate; che avrebbe probabilmente intasato i già intasatissimi tribunali della Repubblica; ma che certamente avrebbe dato un sacco di lavoro ad associazioni ed organizzazioni antisette ad oggi piuttosto male in arnese (per approfonmdimenti si veda il blog di Raffaella DiMarzio).

Ebbene, se un risvolto positivo si può vedere al termine di questo orrendo buco nero che sono stati i sei anni del Caso Arkeon è che il caso diventa esemplare esattamente dei problemi insitiin una siffatta legge, per natura esposta al rischio di abuso e manipolazione ai danni di chiunque sia diverso o inviso, alla maniera in cui un tempo si usavano i manicomi e le accuse di plagio (entrambi eliminati dalla civilità) per far fuori le persone sgradite che avessero la malasorte di apparire “eccentriche” al gusto medio di persone mediocri o male interessate.

CHI VUOLE, GUARDI E DECIDA!

Aggiornamento n° 22 – Finisce il processo Arkeon

Il 16 Luglio 2012 si è chiuso il processo di primo grado a 11 maestri di Arkeon. Tutti assolti per tutti i reati contestati (truffa, violenza, induzione in stato di incapacità, violenza e maltrattementi), ad eccezione di 8 condanne per abuso di prefessione psicologica e relativa associazione a delinquere. Trovate aggionramenti e approfondimenti nella pagina di apetrura del sito (“Qual’è la verità su Arkeon”), nella sezione “La vicenda Arkeon” e nella sezione “La vicenda giudiziaria”. Per ulteriori approfondimenti potete leggere la sezione dedicata del sito verità su arkeon o il sito di pietro bono  .

Aggiornamento n° 21 – Interrogazione parlamentare sull’attività dei gruppi antisette e della squadra anti sette (SAS)

Legislatura 16 – Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-02822

Pubblicato il 26 aprile 2012, nella seduta n. 716
PASTORE – Ai Ministri dell’interno, della giustizia e della salute.

Si chiede di conoscere:

quali ragguagli i Ministri in indirizzo siano in grado di fornire e quali provvedimenti intendano adottare: in presenza di episodi relativi all’attività di organizzazioni che si definiscono “Antisette”, finalizzate al contrasto ed alla repressione di gruppi ed associazioni per lo più qualificabili come “di nuove religioni”, in relazione all’attività di proselitismo delle stesse, asseritamente ottenuto attraverso la cosiddetta “manipolazione mentale”. Tale attività dei gruppi “antisette” è strettamente connessa con quella di organi della pubblica amministrazione, in particolare di polizia, nonché con le attività della magistratura inquirente finalizzata all’esercizio dell’azione penale;

in particolare, se debba considerarsi tuttora in vigore il provvedimento del Capo della polizia (all’epoca De Gennaro) n. 64767 del 1° novembre 2006, avente ad oggetto l’attività di contrasto agli illeciti connessi alle attività delle “sette sataniche” e l’istituzione della SAS (squadra antisette), o se siano intervenute modificazioni, specie in considerazione degli inconvenienti verificatisi in conseguenza delle attività previste e disposte con tale documento;

se i Ministri in indirizzo, ed in particolare quello dell’interno, siano a conoscenza del fatto che le “squadre antisette” hanno finito per operare pressoché esclusivamente come “braccio secolare” del “servizio antisette” dell’associazione Comunità papa Giovanni XXIII e del cosiddetto Forum delle associazioni italiane di ricerca e contrasto dei movimenti settari e dei culti abusanti costituito da: Aris (Associazione ricerca e informazione sulle sette) Veneto e Toscana, Favis (Familiari vittime delle sette), Cesap (Centro studi abusi psicologici), e associazione “Giù le mani dai bambini” che è una sorta di federazione di organizzazioni presenti in varie città italiane. “Servizio” che costituisce pressoché l’unica fonte di informazione e di consulenza per le squadre antisette della Polizia di Stato, la cui opera è a giudizio dell’interrogante gravemente influenzata dal carattere oltranzista ed intollerante delle cosiddette organizzazioni antisette, una delle quali, in passato, si è resa protagonista anche di episodi di violenza per una cosiddetta “deprogrammazione”;

inoltre, siano informati che il “Forum ” delle associazioni sopra menzionato include nelle sue “segnalazioni” e “relazioni informative” alla squadra antisette della Polizia di Stato (che, dal suo canto, scarso lavoro ha da compiere per mancanza di organizzazioni qualificabili come “sette”, cosicché se ne potrebbe ragionevolmente ipotizzare lo scioglimento), anche dati relativi a esperti, studiosi e privati cittadini in quanto negano il carattere delittuoso e l’illiceità dei gruppi esoterici asseritamente “manipolatori” delle menti dei proseliti, così da mettere in atto una vera e propria azione di persecuzione ideologica in base a discriminazioni di carattere culturale, religioso o filosofico, non solo contro le minoranze spirituali, ma anche contro privati cittadini accusati pretestuosamente di esserne i “sostenitori”;

non intendano esaminare, per la gravità obiettiva che è loro propria e per il valore emblematico che rivestono per la valutazione di metodi e rapporti messi in atto dalle autorità di pubblica sicurezza, nonché per le necessarie valutazioni della natura e dei metodi delle associazioni private cui le SAS, squadre antisette, troppo facilmente si rimettono per notizie su cui fondare in gran parte la loro opera, casi di autentica persecuzione di persone che le associazioni antisette considerano corresponsabili di ogni malefatta attribuita alle “sette” per il fatto di essere sostenitori dell’infondatezza della fobia che accomuna esoterismo, “nuove religioni”, “manipolazione mentale” e violenze o illeciti compiuti da appartenenti alle associazioni così definite ed “inquadrate”. In particolare l’interrogante ritiene di dover segnalare, perché possa e debba farsene oggetto di un’attenta disamina da parte dei pubblici poteri responsabili, la vicenda della dottoressa Raffaella Di Marzio studiosa di fama internazionale delle “nuove religioni”, dei fenomeni associativi e dei metodi di proselitismo ad essi connessi, nonché delle reazioni ed intolleranze che li circondano, che fu denunziata a Bari nel corso di una operazione di polizia nei confronti di un gruppo, al momento oggetto della sua osservazione e dei suoi studi, e di conseguenza indagata per associazione a delinquere, accusa archiviata nei suoi confronti dal pubblico ministero e dal giudice per le indagini preliminari di Bari, e che tuttavia ha continuato ad essere oggetto di denunzie e di esposti da parte di esponenti del Forum antisette e della Favis, atti persecutori che, dopo che la dottoressa Di Marzio si è iscritta all’albo degli psicologi, si sono concretati anche nel tentativo di provocare procedimenti disciplinari, con pretesti vari, a suo carico;

infine, come i Ministri intendano, nell’ambito delle rispettive competenze, operare perché sia garantito pienamente, in ordine a siffatti episodi, il diritto di libertà di opinione e di ricerca scientifica, nonché quello di associazione.

Aggiornamento n° 20

Segnalo sul blog http://stepbystepwalkingtogether.blogspot.com/2011/10/una-coraggiosa-testimonianza-di.html, una importante testimonianza della d.ssa Cristina Caparesi sulle vicende che hanno coinvolto la d.ssa Raffaella DiMarzio in seguito al suo interessamento per la vicenda Arkeon e sul ruolo svolto in questo senso dalla d.ssa Lorita Tinelli del Cesap.

Aggiornamento n° 19 – sito “verità su arkeon”

Segnalo che da alcuni giorin è pubblicato sul web il sito http://veritasuarkeon.org/ commissionato da Vito Carlo Moccia e che contiene filmati e informazioni di prima mano sul caso Arkeon.

Aggiornamento n° 18 – due testimoni dell’accusa dichiarano di aver subito pressioni per “gonfiare” le proprie dichiarazioni

Torino, 23/09/2011 (informazione.it – comunicati stampa) Bari, 21 settembre 2011  –  Nel corso dell’udienza svoltasi ieri presso il Tribunale di Bari relativa al “processo Arkeon”, le deposizioni di due testimoni dell’accusa convocati dal Pubblico Ministero, Carla C. e Massimo B., ha fatto registrare un inatteso colpo di scena.

Secondo quanto è emerso dalle dichiarazioni dei testimoni infatti, i due avrebbero subito “pressioni” dirette da parte di altri testi principali del processo affinché scrivessero relazioni negative in merito alla loro esperienza in Arkeon, per un generico “studio sul metodo” condotto dal CESAP, il centro studi barese da tempo dichiaratamente ostile a Moccia, relazioni poi utilizzate per attaccare il gruppo Arkeon.  Entrambi i testi hanno anche affermato di aver “notevolmente gonfiato” il contenuto di tali dichiarazioni poiché così era stato chiesto loro, con particolare riguardo ai soldi spesi per la partecipazione ai seminari di Arkeon.

Nella ricostruzione della sua esperienza in Arkeon, Massimo B. ha inoltre dichiarato di essersi lamentato in merito al comportamento di alcuni maestri direttamente con Vito Carlo Moccia, il quale gli rispose che era libero di lasciare il gruppo e di comportarsi come meglio credeva: la testimonianza ha quindi evidenziato che non erano presenti forme di coercizione relative alla frequentazione dei gruppi da parte di Moccia.

Entrambi i testimoni infine hanno riferito in merito all’ “esercizio delle elemosina”, confermando che veniva fatto durante i gruppi, ma aggiungendo che chiunque era libero di non prendervi parte senza subire alcune pressione in merito.

Un’altra accusa mossa a Moccia era la sua presunta corresponsabilità nell’istigare i membri di Arkeon a non seguire cure appropriate in caso di malattia, affidandosi solo ai consigli di Moccia per la guarigione, E’ stato nuovamente un testimone dell’accusa, paradossalmente, a indicare ai Giudici una verità diversa: Il teste Gambuto ha affermato che nessuno del gruppo Arkeon l’ha mai indotta a sostituire la terapia farmacologica e psicologica che aveva in corso con procedure del metodo Arkeon.

Tutto quanto riportato in questa nota risulta dai verbali relativi all’udienza del 20/09/2011 presso il Tribunale di Bari, e fa intravedere un’altra verità sul “affaire Arkeon” rispetto a quanto propagandato fino ad oggi.

Nel frattempo, oggi, l’esperta di Nuovi Movimenti Religiosi Prof. Raffaella Di Marzio è in audizione sul tema “sette” presso il Senato della Repubblica: “In Italia dobbiamo guardarci da chi grida ‘allarme sette’ senza un più che giustificato motivo – aveva dichiarato recentemente la Di Marzio a margine di un convegno a Roma – accusare qualunque gruppo di essere setta equivale a dire che niente è setta. E soprattutto bisognerebbe anche indagare sulla cosiddetta ‘setta degli antisette’: gente poco preparata che interviene a sproposito, disposti a qualunque cosa al solo scopo di ottenere spazio sui giornali, con metodi assolutamente identici a quelli delle sette che dicono di voler combattere”.
 
 
Ufficio Stampa

Glebb & Metzger
Italia
dmarabotto@glebb-metzger.it
011/5618236

 

La stessa notizia viene riportata come segue dal Quotidiano di Bari.

PROCESSO ARKEON, GONFIATE LE DEPOSIZIONI CONTRO MOCCIA
Continua la sfilata dei testimoni, ora anche a favore del maggiore imputato –
Quotidiano di Bari 1-10-2011
http://www.quotidianodibari.it/

… Nel corso dell’udienza svoltasi la settimana scorsa la deposizione di due testimoni dell’accusa convocati dal Pubblico Ministero, Carla C. e Massimo B., ha fatto registrare un inatteso colpo di scena. Secondo quanto è emerso dalle dichiarazioni dei testimoni infatti, i due avrebbero subito “pressioni” dirette da parte di altri testi principali del processo affichè scrivessero relazioni negative in merito alla loro esperienza in Arkeon, per un generico “studio sul metodo” condotto dal CeSAP, il centro studi barese da tempo dichiaratamente ostile a Moccia, relazioni poi utilizzate per attaccare il gruppo Arkeon. 
Entrambi i testi hanno anche affermato di aver “notevolmente gonfiato” il contenuto di tali dichiarazioni poichè così era stato chiesto loro, con particolare riguardo ai soldi spesi per la partecipazione ai seminari di Arkeon.  Nella ricostruzione della sua esperienza in Arkeon, Massimo B. ha inoltre dichiarato davanti ai Giudici della Seconda Sezione Penale di essersi lamentato in merito al comportamento di alcuni maestri direttamente con Moccia, il quale gli rispose che era libero di lasciare il gruppo e di comportarsi come meglio credeva: la testimonianza ha quindi evidenziato che non erano presenti forme di coercizione relative alla frequentazione dei gruppi da parte di Moccia.
Entrambi i testimoni, sempre nel corso dell’udienza del 20 settembre scorso, infine hanno riferito in merito all’  “esercizio dell’elemosina”, confermando che veniva fatto durante i gruppi, ma aggiungendo che chiunque era libero di non prendervi parte senza subire alcuna pressione in merito.
Un’altra accusa mossa a Moccia era la sua presunta corresponsabilità nell’istigare i membri di Arkeon a non seguire cure appropriate in caso di malattia, affidandosi solo ai consigli dello stesso Moccia per la guarigione.
E’ stato nuovamente un testimone dell’accusa, paradossalmente, a indicare ai componenti del collegio giudicante barese una verità diversa: il teste G. ha affermato che nessuno del gruppo Arkeon l’ha mai indotta a sostituire la terapia farmacologica e psicologica che aveva in corso, con procedure del metodo Arkeon.
Si torna in aula la prossima settimana, martedì 4 Ottobre.

(fdm)
da  Quotidiano di Bari  1-10-2011

Segnalazione n° 2 – Archiviato per insussistenza del reato il procedimento contro la DiMarzio

Cari lettori, è un secolo che non aggiorno il sito, anche se di notizie certamente non ne sarebbero mancate. Oggi torno a scrivervi per una notizia tanto bella quanto importante.

Come saprete il 26 marzo 2008 la d.ssa DiMarzio – nota esperta di fenomeni settari, vicepresidente della Società Italiana di Psicologia delle Religioni e successivamente iscritta all’ordine degli psicologi –  era stata iscritta nel registro degli indagati in relazione al caso Arkeon sostanzialmente per due motivi: aver partecipato ad un incontro pubblico organizzato da persone di Arkeon per fornire loro chiarimenti circa la natura dei fenomeni settari cui essi venivano associati; e aver ospitato nel forum del proprio sito interventi anche di persone favorevoli ad Arkeon. Per questo era stata accusata di promuovere la “riorganizzazione della setta” e di esserne il “guru in pectore”. 

Ebbene in data 8 marzo 2001 “IL G.I.P., DOTT. MARCO GUIDA, LETTA LA RICHIESTA DI ARCHIVIAZIONE AVANZATA DAL P.M. PROCEDENTE, CONDIVISE LE ARGOMENTAZIONI ADDOTTE A SOSTEGNO DELLA STESSA PER LA INDISCUTIBILE ADERENZA DI ESSE ALLE EMERGENZE INVESTIGATIVE E LA MANCANZA DI QUALSIVOGLIA VIZIO LOGICO, DISPONE L’ARCHIVIAZIONE DEL PROCEDIMENTO PER INFONDATEZZA DELLA NOTIZIA DI REATO“.

Tre anni anni di discussioni, accuse, deliri e persecuzioni BASATE SUL NULLA.

Per approfondimento vi rimandiamo al blog della DiMarzio ai seguenti link:

https://picasaweb.google.com/raffaelladimarzio/ArchiviazioneEDocumentazioneCasoArkeon#5582174007314951682

 http://raffaelladimarzio.blogspot.com/search?updated-max=2011-03-13T10%3A00%3A00-07%3A00&max-results=1

http://raffaelladimarzio.blogspot.com/search?updated-max=2011-03-11T10%3A44%3A00-08%3A00&max-results=1

http://raffaelladimarzio.blogspot.com/search?updated-max=2011-03-10T12%3A31%3A00-08%3A00&max-results=1

Alle felicitazioni per la d.ssa DiMarzio, della cui onestà intellettuale e morale oltre che processuale nessuna persona seria ha mai dubitato, vanno aggiunte due considerazioni:

1) si tratta dell’ennesimo buco nell’acqua del mondo antisette, che cerca dappertutto ciò che non trova da nessuna parte perchè vive solo nei suoi propri incubi (o nei suoi propri bisogni di budget!). Fare una statistica del rapporto tra presunte sette segnalate e condanne processuali???

2) il metodo adottato con la DiMarzio è lo stesso adottato contro Arkeon e le se persone indagate, gli accustaori sono gli stessi, la natura delle prove identica. Speriamo che il tempo – oltre che più rapido – sia altrettanto galantuomo.

Segnalazione n°1

Alcuni giorni fa sulla pagina Facebook di Antiplagio Volontario è apparso uno scambio tra un giovane internauta, che cercando informazioni sul Cesap aveva trovato questo nostro sito, e la Tinelli. 

In quello scambio la Tinelli asserisce che “il blog cui stai dando pubblicità è oggetto di una indagine penale e che riguarda i reati di diffamazione aggravata e molestia alla sottoscritta”.

 Subito dopo aggiunge che “Naturalmente mi corre l’obbligo di informarti che anche questa ulteriore pubblicizzazione diventerà oggetto dell’indagine già in corso”

Infine per chiarire ulteriormente precisa che “Chi continua a diffondere una diffamazione sta perpetrando e favorendo un reato….Pertanto è mio obbligo informarti che per quanto attiene l’indagine penale in corso, ti stai prestando alla diffusione di informazioni oggetto tale indagine ed è per questo mio dovere avvertirti che tale diffusione sarà prontamente segnalata. In quanto io sono la parte lesa di tale attività… ti stai prestando al perpetrare del reato di diffamazione e molestia a mio danno”.

Ci siamo tutti purtroppo abituati a queste modalità palesemente intimidatorie della d.ssa Tinelli. Tuttavia il fatto è grave e va stigmatizzato.

  1. Ancora una volta la notizia di indagini riservate in corso – se vere e non millantate come in molti casi dalla Nostra – non viene data dal PM ma dalla Tinelli e non al diretto interessato ma sui media (in questo caso internet).
  2. Ancora una volta persone terze, del tutto estranee al Caso Arkeon con cui vengono in contatto causalmente attraverso la rete, vengono accusate dalla Tinelli di “prestarsi alla diffusione di informazione oggetto di indagine”, quando è lei a diffondere informazioni oggetto di indagine.
  3. Ancora una volta queste persone terze vengono abbastanza esplicitamente minacciate dalla Tinelli di segnalazione all’autorità giudiziaria (“tale diffusione sarà prontamente segnalata”) in quanto a suo dire corresponsabili dei reati ascritti ad Arkeon.

La domanda è: come fa la Tinelli a sapere queste cose? E il PM è a conoscenza del fatto che la Tinelli – parte civile nel processo, testimone e consulente del PM – viola il segreto istruttorio su Facebook? Ed è a conoscenza di questa sistematica intimidazione di chiunque si esprima su questa vicenda, quasi in sua nome e vece?

Per concludere è interessante vedere come il giovane internauta colga subito la paranoia persecutoria di costei, riuscendo a dire con grande semplicità che il re è nudo (“Penso infatti che, in quanto psicologa clinica e criminologa, sappia riconoscere un attacco deliberato nei suoi confronti, da quello che è un punto di vista diverso dal suo operato. Anche perché lei è psicologa e io sono uno studente di 21 anni iscritto ad Archeologia, penso sia in grado di capirle certe cose”).

Per conoscenza riporto di seguito il post in questione. 

——-
Antiplagio Volontario
http://www.facebook.com/profile.php?id=100001197836010&v=wall

Antiplagio Volontario
http://www.cesap.net/forum/
www.cesap.net
In totale ci sono 3 utenti connessi :: 0 iscritti, 0 nascosti e 3
ospiti (basato sugli utenti attivi negli ultimi 5 minuti)Record di
utenti connessi: 27 registrato il 05/04/2010, 10:42Iscritti connessi:
Nessuno Legenda: Amministratori, Moderatori globali

Luca De Fassi
https://ilcasoarkeon.wordpress.com/il-ruolo-del-cesap/
ho trovato qualcosa di interessante sul cesap!
sabato alle 22.12 •

Lorita Tinelli
Beh hai trovato uno dei tanti blog creati ad arte da membri di un
gruppo oggi alla sbarra per reati gravi. Ti comunico che il blog cui
stai dando pubblicità è ogg oggetto di una indagine penale e che
riguarda i reati di diffamazione aggravata e molestia alla
sottoscritta. Naturalmente mi corre l’obbligo di informarti che anche
questa ulteriore pubblicizzazione diventerà oggetto dell’indagine già
in corso.
sabato alle 23.53 •

Luca De Fassi
chiunque digiti cesap su google trova risultati del genere, mi spiace
di averle fatto ricordare questa spiacevole situazione.
purtroppo non pendo dalle labbra di nessuno ma guardo sempre i punti
di vista di ognuno e poi decido io la mia verità (mi chiami pazzo ma è
così). Eviti di minacciarmi per cortesia in quanto siamo in uno spazio
pubblico dove ognuno può dire la sua e ho condiviso una cosa che ho
trovato su internet.
Quindi le faccio una domanda, siccome ora faccio parte dell’indagine,
da che accusa dovrei difendermi? Diffamazione aggravata nei suoi
confronti?
Aah tra l’altro di Arkeon sinceramente non so proprio nulla, ma dalle
poche informazioni che ho trovato, meglio che abbia chiuso i battenti!
Ieri alle 0.09

Lorita Tinelli
Credo che prima di utilizzare degli spazi pubblici bisogna informarsi
e usarli con consapevolezza.
Caro Luca, nessuna minaccia da parte mia, solo una corretta chiarificazione.
Chi continua a diffondere una diffamazione sta perpetrando e favorendo
un reato.
Se uno scellerato (in questo caso gli scellerati sono più d’uno e
alcuni devono già difendersi nei tribunali da altre accuse penali
gravi) diffonde i suoi deliri in un blog, non significa che essi
possono essere diffusi senza una reale informazione dei fatti. Altri
documenti avresti potuto trovare in internet che ti avrebbero fatto
comprendere il perché di certe informazioni e di certe dinamiche. Ma
tu hai deliberatamente inserito qui quelle che piùti interessavano e
servivano al tuo obiettivo: Quale? Screditare il CeSAP. Perché qui
menzionato e tu sai il perché.
Ora, il discorso si fa anche giuridico, proprio perché esiste una
indagine penale che riguarda l’uso che membri di Arkeon e alcuni
sostenitori hanno  fatto della rete a mio danno esclusivo e da oltre 3
anni.
Pertanto è mio obbligo informarti che per quanto attiene l’indagine
penale in corso, ti stai prestando alla diffusione di informazioni
oggetto tale indagine ed è per questo mio dovere avvertirti che tale
diffusione sarà prontamente segnalata. In quanto io sono la parte lesa
di tale attività.
Tra l’altro dovrebbe farti riflettere la motivazione reale per cui ti
stai prestando al perpetrare del reato di diffamazione e molestia a
mio danno. Da una parte tu stesso scrivi che, pur non conoscendo
Arkeon, è “megliocce abbia chiuso i battenti”. Allo stesso tempo dai
per vere le notizie che gli stessi membri di Arkeon divulgano contro
la sottoscritta e il CeSAP, rei di aver rovinato un gioco abbastanza
remunerativo per alcuni.
Bella coerenza in questo ragionamento.
Ti avverto inoltre che, per motivi di cui sopra, non interverrò più in
questa discussione.
Ieri alle 0.45 •

Loris 死神 Gravinese
indagini su indagini, chissà dove porteranno, se porteranno da qualche
parte.. in ogni caso sento una vena di aggressività sia da una parte
che dall’altra, spero di sbagliarmi anche perchè se uno è apposto non
ha motivo di alterarsi. in ogni caso anche io voglio fornire dati
utili al’indagine: http://www.google.it/
Ieri alle 0.47

Luca De Fassi
probabilmente ha ragione, purtroppo la mia inesperienza mi ha portato a questo.
visto che da qualche giorno ho sentito parlare positivamente del
cesap, mi sono informato e ho cercato in giro per approfondire meglio
(mai ne avevo sentito parlare prima). Penso sia normale cercare vari
punti di vista.
La cosa interessante su cui mi soffermerei e farei attenzione
nell’articolo che ho pubblicato, non è la sconfitta della setta Arkeon
(che tra l’altro sono perfettamente d’accordo, in quanto gli abusi su
persone sono terribili!), ma il fatto che effettivamente il suo cesap
non ha prodotto nessun tipo di materiale. O almeno non si trova.
La cosa ovviamente può colpire chiunque.
Ripeto che mi dispiace se questo blog le porta alla memoria una
spiacevole situazione personale, non era mia intenzione.
Penso infatti che, in quanto psicologa clinica e criminologa, sappia
riconoscere un attacco deliberato nei suoi confronti, da quello che è
un punto di vista diverso dal suo operato.
Anche perché lei è psicologa e io sono uno studente di 21 anni
iscritto ad Archeologia, penso sia in grado di capirle certe cose.
Detto questo, per i motivi che lei sopra mi ha indicato non interverrò
nemmeno io in questa discussione.
20 ore fa •

Lorita Tinelli
Solo un piccolo chiarimento: il CeSAP offre dei servizi e
pubblica studi, molti dei quali sono sul sito ufficiale. Certo che
ripetere mantra altrui -già in situazione giuridica compromessa -senza
verificare può creare ulteriori problemi. Anche perchè se nella rete
si crede di potere tutto, in altri ambienti si deve comprovare quello
che si afferma.
19 ore fa •
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