Il Cesap di Lorita Tinelli

Nel Caso Arkeon è assolutamente centrale il ruolo del Cesap e in particolare della sua Presidente Lorita Tinelli: lei per prima ha raccolto le testimonianze degli ex allievi di Arkeon; lei per prima ha definito Arkeon una “psico-setta” e ha parlato di “terapie folli”; lei sola è intervenuta in qualità di esperta in tutte le trasmissioni radio e TV su Arkeon; le relazioni della Digos e alcuni provvedimenti del PM ripetono quasi pedissequamente concetti e addirittura espressioni ampiamente e precedentemente utilizzati dalla Tinelli; il Codacons e la Favis si sono costituiti parte civile contro Arkeon sulla base delle parole della Tinelli;  per finire, la stessa infinita mole di articoli apparsi sulla stampa (solo in parte riportati nella sezione “La vicenda mediatica”) non fa che rimbalzare la stessa notizia originaria, con le stesse parole e senza mai verificare alcunché. Diventa quindi determinante capire chi sono il Cesap e Lorita Tinelli.

Una simile operazione non è tuttavia facile.

La rete è piena infatti di documenti che citano interviste alla Tinelli, sue partecipazioni a convegni, sue appartenenze o vicinanze ad associazioni e gruppi di lavoro… Tuttavia da nessuna parte, nemmeno nello stesso sito del Cesap, si trovano documenti che mostrino il lavoro del Cesap e della Tinelli, qualcosa come articoli, studi, certificazioni o pareri di terzi…nulla insomma che consenta di capire “cosa ci sia dentro la scatola”. Il caso più plateale di questa non verificabilità della sostanza è proprio il Caso Arkeon, nel creare e raccontare il quale la Tinelli ha avuto un ruolo centrale sia rispetto ai media che agli organi giudiziari, ma rispetto al quale fino ad oggi la Tinelli, pur sostenendo di aver “fatto un lavoro di dieci anni su questo gruppo”, non ha pubblicamente prodotto alcun documento. Ad eccezione della relazione al convegno della Fecris (ALLEGATO), nella quale in sostanza si dice “so cose terribili che però non posso dire” e nella quale spicca la perla della “Teoria del Padre Pedofilo”, che per un percorso intitolato “La Via del Padre” dovrebbe essere un ossimoro evidente persino alla Tinelli. Si osservi inoltre che, purtroppo, sul merito di questa vicenda nessun soggetto terzo può esprimere una parola “informata”, non essendo Arkeon stato visionato mai da nessuno, Tinelli compresa (c’è uno studio commissionato da Moccia ad un noto centro studi internazionali, il cui nome e contenuto sono tuttavia vincolati da clausole di riservatezza contrattuali). E questo presunto “monopolio” viene difeso strenuamente dalla d.ssa Tinelli, che ha segnalato alla Digos di Bari quanti provassero ad interessarsi al caso, come accaduto per la d.ssa DiMarzio di SRS o Simonetta Po di Allarme Scientology.

 La rete abbonda invece, a saperli cercare, di testimonianze dirette e documentate molto critiche rispetto all’operato del Cesap e della d.ssa Lorita Tinelli. Di seguito trovate alcune informazioni. Chi fosse interessato, può trovare ulteriori approfondimenti ai seguenti siti:

http://ilcasotinelli.blogspot.com/

http://groups.google.it/group/parliamo-del-cesap-bari?lnk=srg&hl=it

http://radoani.ilcannocchiale.it/

http://covilt.baywords.com

http://pietrobono.blogspot.com

http://riflessioni-su-arkeon.blogspot.com

http://www.asaap.org/documenti/cesap.pdf

(Qualora la d.ssa Tinelli volesse renderci accessibili documenti “a confutazione” saremo ben lieti di accoglierli e pubblicarli).  

Cos’è il Cesap.  Il Cesap – Centro Studi sugli Abusi Psicologici (www.cesap.net) è un’associazione con sede a Noci (Ba), fondata nel 1999 dalla d.ssa Lorita Tinelli, psicologa iscritta all’albo. Da Statuto l’attività del Cesap Bari comprende “attività di ricerca e di studio volte al riconoscimento delle varie forme di abuso psicologico sull’individuo ad opera di organizzazioni o di singoli; partecipare attivamente allo sviluppo della scienza attraverso organizzazioni di convegni, congressi, tirocini e divulgando informazioni sull’argomento a livello Nazionale e Internazionale; Promuovere la collaborazione tra le varie associazioni o gruppi di studio a livello nazionale ed internazionale sui fenomeni di abuso psicologico; Promuovere iniziative per il coinvolgimento nelle attività sociali degli enti pubblici e privati che operano su territorio nazionale ed internazionale; Fornire prima assistenza ed orientamento a vittime di abuso psicologico; Elaborare e promuovere strategie di prevenzione ed intervento”. In effetti dal sito stesso del Cesap emerge come questo non sia tanto un Centro Studi, quanto più semplicemente un’associazione anti-sette che raccoglie attorno alla d.ssa Tinelli diversi ex-membri di vari gruppi e alcuni giovani praticanti di psicologia.

a) La struttura organizzativa.

  • Nel 2006 (a caso Arkeon appena iniziato) il Comitato Direttivo dell’associazione comprendeva, oltre alla Tinelli, il marito e il cognato (entrambi dediti a tutt’altre attività, sembra rilievi elettromagnetici), più una quarta persona non meglio qualificata. L’unica persona teoricamente in possesso delle competenze per svolgere l’attività di studio e aiuto nei casi di abusi psicologici sembrerebbe stata la d.ssa Tinelli (ad oggi, 22/10/2009 il direttivo include oltre alla Tinelli e al marito come tesoriere, un avvocato, una psicologa e un’ulteriore persona).
  • Nella sezione “L’esperto risponde” sono elencati una serie di persone di cui è indicato il titolo ma nulla che aiuti a valutare per esempio l’età e l’esperienza.
  • Da ultimo il corposo documento pubblicato in rete dalla d.ssa Silvana Radoani (“Vittime di cult o anticult“), ex membro del Direttivo del Cesap e attuale direttrice dell’Asaap, denuncia gravi criticità nella gestione dell’associazione. (“In seno all’associazione non esisteva un gruppo di ricerca e di studio costituito da professionisti del fenomeno abuso. Nessun associato o partecipante maggiorenne aveva mai votato per le approvazioni o le modificazioni dello Statuto, tanto meno per l’annullamento della quota associativa allora in vigore. Come membro del Direttivo non mi era mai stato chiesto un parere sull’ammissione di membri al CeSAP. Non avevo mai visto un libro dei Soci, mentre nello Statuto si diceva espressamente che i Soci dovevano pagare la quota associativa annuale. Mai avevo avuto notizia di un’assemblea annuale dei soci. Il versamento della quota dava diritto a ricevere gli Atti dei Congressi fatti, la Rivista Labyris, sconti sulla partecipazione a convegni, corsi, giornate di studio, e ad usufruire dei servizi offerti dal CeSAP a prezzi convenzionati (perizie, diagnosi, consulenze legali o psicologiche): tutte cose mai messe in atto, a mia conoscenza. Il cambiamento di diverse regole dell’Associazione da parte della signora Tinelli, senza l’ausilio del Direttivo. Lo Statuto prevedeva un minimo di 8 membri del Direttivo, ma eravamo solo sei, me compresa. Pur facendo parte del Direttivo non ero mai stata resa partecipe o potuto votare per nulla di quanto stabilito dallo Statuto del CeSAP”).

b) Gli studi.

  • Sebbene la principale attività del Cesap, data la sua ragione sociale, dovrebbe essere la pubblicazione di studi sui diversi gruppi analizzati, la sezione “Documentazione e studi” del sito del Cesap riporta esclusivamente articoli di giornali, traduzioni di testi inglesi sviluppate dai propri collaboratori e testimonianze di ex-membri di vai gruppi: nulla che assomigli ad uno studio. Anche cercando sul sito della fondatrice (www.loritatinelli.it) risultano pochi documenti, datati e apparsi su riviste di modesto livello: in particolare i più recenti sono due documenti del 2003 relativi ad una mostra sull’esoterismo (sembrerebbero auto-pubblicazioni) e tre documenti del 2000 pubblicati sul “Gazzettino di Noci” (!). Peraltro nessuno di questi documenti è scaricabile.
  • Anche nella sezione del sito Dicono di noi non vengono riportati pareri di enti o altri gruppi di studio, bensì alcuni articoli di stampa che – su casi  di cronaca lanciati dallo stesso Cesap – citano le parole della d.ssa Tinelli come esperta in materia: insomma l’interlocutore sembra essere più il pubblico che la scienza.
  • Infine è interessante notare che gli stessi riferimenti teorici riportati e citati dalla Tinelli e dai suoi collaboratori – ampiamente incentrati sulle pubblicazioni di Margaret Singer (“Sette tra di noi”, “Psicoterapie folli, conoscerle e difendersi”) – risultano essere molto datati (1960) nonché estremamente controversi nella comunità degli psicologi, in ragione delle tesi estreme contenute in esse. A tal proposito si ricorda che Martini, nell’introduzione all’edizione italiana, afferma come “sia di importanza altrettanto fondamentale non dimenticare che la Dot.ssa Singer è una psicologa clinica e che molte delle realtà rappresentate sono casi estremi e non di frequente riscontro. Anche se si afferma che ogni caso andrebbe valutato singolarmente, ho riscontrato nell’esposizione una radicalità che non condivido, e che potrebbe ingenerare nel lettore reazioni e prese di posizione eccessive”. Analogamente il Prof. Paolo Michielin nella presentazione italiana di un altro libro delle stesse autrici, Psicoterapie Folli, Conoscerle e Difendersi, ha ribadito che “alcune affermazioni sono volutamente provocatorie, e il lettore non mancherà di riscontrare un’inevitabile parzialità”. Scegliere questi e solo questi testi come riferimenti fa comprendere come la realtà venga probabilmente letta attraverso una lente preconcetta e deformante.

c) Il forum. L’attività più visibile sul sito del Cesap Bari è il Forum da questi organizzato. Un forum a lungo moderato dalla stessa Tinelli, che ospita un acceso dibattito sui gruppi più diversi: nuovi movimenti religiosi (Testimoni di Geova, Damanhur, Bambini di Dio); gruppi religiosi cattolici (Neocatecumenali); gruppi definiti psicosette praticanti psicoterapie folli (Arkeon, Paoletti, Gruemp); gruppi satanici (Bambini di Satana).

  • Detti forum si caratterizzano per toni molto accesi e spesso quasi minatori nei confronti dei frequentatori soddisfatti di tali gruppi.
  • Si registra inoltre che i partecipanti a ciascun forum (solitamente celati sotto nickname e quindi non identificabili nella loro effettiva numerosità) spesso sono persone che, per propria stessa ammissione, non conoscono i gruppi di cui parlano ma che contribuiscono alla critica sulla base delle presunte assonanze che vedono con i gruppi di propria frequentazione, in un meccanismo di reciproca autoesaltazione e riconferma.

d) L’aiuto alle vittime. Il Cesap raccoglie anche le richieste di aiuto di persone bisognose, fornisce loro consulenza e gestisce incontri di gruppo per la gestione dell’uscita dai gruppi di appartenenza.

  • Va notato che tra gli esperti che rispondono al pubblico sul sito del Cesap sono presenti persone, come il dr. Carlo Fornesi, che hanno frequentato alcuni di questi gruppi e sono attualmente coinvolti in cause contro i gruppi stessi.
  • Inoltre recentemente il Cesap tramite il proprio sito ha anche sollecitato ex allievi di Arkeon a costituirsi parte civile nel processo contro gli indagati di Arkeon (“Comunicato stampa Cesap contro Arkeon”), mettendo a disposizione un pool di avvocati come farebbe un’associazione dei consumatori o – appunto – un’associazione antisette: un’azione (la querela di massa con una querela predefinita) aspramente criticata dal Cesap quando attuata da membri di Arkeon contro la Tinelli e prova lampante – a suo dire – di mentalità e modalità settari.
  • Sempre nell’ottica dell’aiuto alle vittime, il Cesap (almeno nel caso di Arkeon) ha ritenuto di inviare fax di avvertimento ad alberghi e strutture che ospitavano seminari, suggerendo che Arkeon fosse una pericolosa psicosetta e che ospitandone i seminari avrebbero potuto essere coinvolti in risolti penali, il tutto prima che alcun processo o anche semplicemente alcuna indagine fossero avviati.
  • L’approccio “intimidatorio” del Cesap nei confronti degli alberghi è documentato da due importanti originali del Cesap stesso, riportati da Pietro Bono nel suo blog al post del 16/04/2010. Il primo è un brano di una lettera mandata dal Cesap ad uno dei tanti alberghi che ospitavano i seminari il 12/02/2006 (cioè più di un anno prima della comunicazione degli avvisi di garanzia agli 11 indagati): il documento, prodotto nelle querele originariamente presnnetate contro la Tinelli e altri dagli allievi di Arkeon, recita che “…il Cesap comunica che non si riterrà responsabile per alcun danno di immagine a vostro carico che potrebbe scaturire dal prosieguo delle indagini: sarà al contrario sentitamente apprezzata qualsiasi forma di collaborazione e sarà premura del direttivo dell’associazione segnalare prontamente alle autorità le strutture che fattivamente si renderanno disponibili nel perseguire l’obiettivo di far luce su attività dai pesanti risvolti” .  Il secondo è un comunicato del 14/04/2010 pubblicato sulla home page del sito del Cesap, che riferendosi alla lettera di cui sopra, asserisce “Ci viene comunicato che uno dei pochi membri attivi di Arkeon (indagato per concorso in calunnia) fantastica circa una fantomatica azione diffamatoria del CeSAP su delle strutture ricettive in cui si svolgevano seminari di Arkeon” salvo poi proseguire con una neanche tanto velata chiamata in causa per connivenza nei confronti degli alberghi che avrebbero ospitato i seminari di Arkeon, inventando alcune cose mai esistite. L’intera lettera è consultabile nella sezione “Documenti” sotto il titolo La fantomatica lettera contro Arkeon.
  • Il Cesap e il caso Arkeon. Il Caso Arkeon deflagra nel gennaio 2006 con le tre trasmissioni di “Tutte le mattine” dirette da Maurizio Costanzo su Canale 5. Fino ad allora il Cesap era una piccola associazione sostanzialmente sconosciuta, se non a livello locale: il fatto stesso che il Cesap fosse poco più di un’associazione familiare lo dimostra la stessa composizione del Consiglio Direttivo allora vigente. 
  • Il Caso Arkeon diventa il principale veicolo di notorietà del Cesap. Grazie ad Arkeon la Tinelli interviene come esperta antisette a “Tutte le mattine” (Canale5), “Mi manda rai tre” (Rai3), “Terra” (Canale5), “La vita in diretta” (Rai1), a “Un abuso al giorno “(Radio24), nonché su Repubblica, il Corriere della Sera e diversi giornali locali di Bari.
  • Analogamente il Caso Arkeon è il principale fornitore di contenuti del sito del Cesap. Ultimo arrivato, il forum su Arkeon diventa rapidamente il più rilevante tra quelli presenti sul sito del Cesap, totalizzando da solo circa 3000 interventi, al pari di quelli raccolti sul forum del gruppo Paoletti e nettamente superiore a tutti gli altri forum. La stessa home page del sito riporta costantemente notizie su Arkeon. La sezione “dicono di noi” fa riferimento prevalentemente ad articoli e trasmissioni in cui il Cesap è intervenuto sul caso Arkeon.
  • Infine uno degli ex maestri di Arkeon, Carlo Fornesi, psicologo e psicoterapeuta, risponde come esperto sul sito del Cesap.

I conflitti della d.ssa Tinelli. A seguito degli interventi nella trasmissione “Tutte le mattine” su Canale 5 e nel suo forum sul sito del Cesap, la dottoressa Tinelli è stata denunciata da un’ottantina di ex allievi e maestri di Arkeon, per aver definito Arkeon una “psicosetta” e una “terapia folle” e per aver detto che in esso si compivano “abusi sessuali, abusi su minori e induzione al suicidio”. Affermazioni rese a mezzo TV, stampa e rete prima di aver formalmente denunciato detti fatti alla Magistratura, ma soprattutto prima dell’avvio di qualsiasi indagine da parte della stessa. La Tinelli non sembra tuttavia aver problemi solo i membri di gruppi controversi. A dispetto di quanto asserito nella home page del Cesap, dove si dichiara di voler “promuovere la collaborazione tra le varie associazioni o gruppi di studio a livello nazionale ed internazionale sui fenomeni di abuso psicologico”, la d.ssa Tinelli in pochi anni è entrata in conflitto con diverse associazioni e/o professioniste attive nello stesso ambito:

  • l’Assap di Silvana Radoani, ex collaboratrice della Tinelli oggetto di numerose denunce presentate dalla Tinelli alla magistratura di Bari e all’ordine degli psicologi, come testimoniato dalla stessa Radoani  (già linkato) e come confermati dalle lettere scritte contro di lei dalla Tinelli al PM del Caso Arkeon;
  • il Cesap-Friuli di Cristina Caparesi, altra ex collaboratrice della Tinelli oggetto di una contesa con il Cesap Bari relativamente alla ragione sociale (link e ALLEGATO)
  • la d.ssa Raffaella Di Marzio, segnalata dalla Tinelli sia ad una mailing list di colleghi sia alla Procura di Bari per il suo interessamento di studiosa nel Caso Arkeon (link e ALLEGATO). Questa vicenda, narrata dalla stessa DiMarzio in un suo articolo (ALLEGATO 1)  e sul suo blog personale (link e ALLEGATO) ha dato luogo ad un violento dibattito in Italia e all’estero per diversi motivi: per la riconosciuta competenza e professionalità della d.ssa DiMarzio, esperta di psicologia della religione e responsabile del principale portale italiano sull’argomento (www.dimarzio.it); perché non si era mai visto uno studioso incriminato per aver cercato di studiare un gruppo controverso; per le modalità delatorie adottate da una collega nei confronti di un’altra; per le conseguenze della segnalazione, che hanno portato alla temporanea chiusura del sito della d.ssa DiMarzio (riaperto dopo pochi giorni) e alla sua iscrizione nel registro degli indagati per il Caso Arkeon quale presunta riorganizzatrice del gruppo; per i toni dei commenti alla notizia della chiusura del sito della DiMarzio registrati sul forum del Cesap (vedi l’ultimo allegato).
  • Colpisce che, a seguito di questi eventi, con la stessa modalità la d.ssa Tinelli abbia segnalato all’autorità giudiziaria anche Simonetta Po, curatrice del sito Allarme Scientology, per aver espresso la propria solidarietà alla d.ssa DiMarzio dopo la chiusura del suo sito e la sua imputazione nonché un’ex allieva di Arkeon per aver segnalato alla Fecris le modalità operative della d.ssa Tinelli a suo avviso problematiche (link e ALLEGATO).

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Nuove osservazioni critiche da “Il Caso Tinelli”. Nell’aprire questa sezione lamentavo che “da nessuna parte, nemmeno nello stesso sito del Cesap, si trovano documenti che mostrino il lavoro del Cesap e della Tinelli, qualcosa come articoli, studi, certificazioni o pareri di terzi…nulla insomma che consenta di capire cosa ci sia dentro la scatola”. Ebbene al momento in cui scrivo (17/0/2010) nulla è ancora cambiato, tuttavia da alcuni giorni è comparso online un sito di autori ignoti (http://ilcasotinelli.blogspot.com/) che cerca di colmare questa lacuna andando alla fonte, con un’analisi non solo delle affermazioni contenute nei siti del Cesap e della Tinelli, ma anche e soprattutto con un’analisi diretta delle presunte pubblicazioni.

Premetto che sul sito non sono riportati gli originali ma solo estratti virgolettati, non è quindi possibile avere una verifica diretta del materiale che gli autori sembrano avere visionato e vivisezionato con cura…tuttavia il materiale riportato nel sito, davvero vasto e dettagliato, conferma e rafforza i dubbi che abbiamo esposto sopra e nel complesso descrive il Cesap e il lavoro della Tinelli (le due cose sembrano una) come “una scatola dentro la quale non c’è niente”, costruita su tanto copia-incolla di lavori altrui (anche di modesto profilo), su una serie di vanterie addirittura imbarazzanti e sulla moltiplicazioni di citazioni e riferimenti tanto altisonanti quanto privi di riscontri esterni oggettivi, per creare l’illusione che dietro ci sia chissà quale organizzazione e competenza. Qui mi limito a riportare alcuni esempi dal sito IlCaso Tinelli, che trovo più eloquenti.

  • Sul sito del Cesap la Tinelli afferma di ricevere “un centinaio di richieste al giorno, una cifra spropositata se confrontata con le 3.230 che Telefono Azzurro riceve in un anno in tutta Italia operando 365 giorni l’anno 24 ore su 24.
  • Sempre sul sito del Cesap si afferma che nel 2002  sono state seguite 238 tesi di laurea e di specializzazione” e “abbiamo archiviato 247 dossier su gruppi specifici”…in pratica più di uno al giorno!
  • L’unica – ancorché datata – pubblicazione della Tinelli da parte di una casa editrice (Tecniche di persuasione tra i Testimoni di Geova, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano, 1998, pag.324) altro non è se non la tesi di laurea della Tinelli (peraltro già precedentemente presentata come pubblicazione dell’Università di Bari dal titolo “Mutamenti psicologici nel processo di affiliazione ad una setta”, mai pubblicato dalla Università stessa). Interessante notare che – tolti presentazione, prefazione, ringraziamenti, introduzione, modalità delle interviste e di contatto degli intervistati, classificazioni, metodi di analisi e vari brani tratti da riviste dei TdG – il contributo della Tinelli stessa si esaurisce nelle conclusive 20 pagine.
  • Particolarmente interessante, nell’ottica del caso Arkeon, è il caso di una perizia sul Reiki. Non uno studio interno o divulgativo, bensì una perizia predisposta dalla Tinelli su richiesta di un genitore in una causa di separazione. Roba seria quindi. Che tuttavia secondo il sito critico si compone per ben 17 pagine di documenti terzi (lista dei documenti forniti dal committente; curriculum della Tinelli; elenco delle fonti utilizzate per la successiva descrizione del Reiki; volantini pubblicitari del Sentiero Sacro; 12 pagine di copia-incolla da pagine web di reiki che descrivono ne descrivono storia e contenuti) per poi arrivare a concludere [testuali parole] che:

“..di fronte ai dati disponibili, però, possiamo dire che si possono formulare tre ipotesi circa l’efficacia e il significato di questa tecnica-rito di guarigione:

  • Ipotesi scettica (in sintesi: il metodo non ha nessuna efficacia oggettiva)
  • Ipotesi benevola (in sintesi: se esistono degli effetti, lo si deve a forze sconosciute)
  • Ipotesi preoccupata (in sintesi: se esistono degli effetti, non si sa da cosa dipendano)”

Sarebbe facile e giusto fare dell’ironia. Il dramma è che su questa carta qui si poteva giudicare una causa di separazione e l’affidamento di un bambino. Ed è esattamente su questo livello di approfondimento e di comprensione delle cose che oggi si sta istruendo la pratica del processo Arkeon.

——-x——

Segnaliamo dal blog http://stepbystepwalkingtogether.blogspot.com/2011/10/una-coraggiosa-testimonianza-di.html una importanteb testimonianza della d.ssa Cristina Caparesi sul ruolo del Cesap nella vicenda che ha coinvolto la d.ssa DiMarzio a seguito del suo interessamento per la vicenda Arkeon.

8 marzo 2011 : Raffaella Di Marzio riceve l’avviso di archiviazione, per infondatezza delle notizie di reato, del procedimento che pendeva su di lei da tre anni. 
Sul suo blog, la Di Marzio condivide la sua gioia per questo fatto, dopo tre anni di persecuzione subita. Soprattutto a causa di affiliati ad un centro anti-sette estremista.
Tra i commenti portati, in quella occasione, da alcuni lettori, risalta la coraggiosa testimonianza della Dott.ssa Cristina Caparesi, corrispondente, insieme a Raffaella Di Marzio, per l’ICSA (International Cultic Studies Association) in Italia e responsabile di SOS Abusi Psicologici.

 


“Cara Raf, mi unisco al coro dei “finalmente” che già da più parti ti hanno inviato. Se ricorderai ti telefonai lo stesso giorno in cui ti arrivò il fatidico avviso. Erano passati diversi anni dal nostro ultimo colloquio ma quando mi accorsi di certi “movimenti strani” da parte di una nota persona dell’ambiente “antisette” capii che qualcosa di grave era già successo e decisi di avvertirti. Fu così che appresi in diretta della chiusura del tuo sito, appena avvenuta, mentre smarrita non riuscivi a capire cosa stesse succedendo. Ricordi? Io purtroppo lo avevo capito.
Negli anni precedenti ai tristi fatti che ti hanno visto protagonista (anni nei quali di Arkeon neanche si parlava pubblicamente e le indagini su di loro non erano iniziate) ero già stata testimone di una certa prassi della solita nota esperta per la quale la soluzione conflittuale (e possibilmente giudiziaria) doveva rappresentare la normale conclusione di rapporti di collaborazione con persone ed associazioni con interessi simili al suo. Non saprei se perché non sia in grado di rapportarsi con chi decida di interrompere una collaborazione con lei o perché voglia eliminare la concorrenza o per chissà quale altro motivo. Posso ben comprendere perché questo tipo di persone abbia la rara capacità di peggiorare i rapporti ed accendere gli animi, cosa della quale proprio non ci sarebbe bisogno nell’aiuto alle famiglie colpite dal fenomeno settario.
Particolarmente gravi furono le denunce verso Silvana R. che le costarono anni di procedimenti giudiziari i quali, pur chiudendosi con l’infondatezza della notizia di reato come per te, non le evitarono sofferenze, fastidi e spreco di risorse. Il tuo caso fu la ciliegina sulla torta e credo anche il più eclatante però solo uno degli ultimi in ordine cronologico. Permettimi anche di ricordare ancora l’assordante silenzio di altre associazioni di aiuto contro le sette che mai si sono dissociate da certi comportamenti anche dopo che alcuni di noi avevano cercato di informarli: associazioni pronte a fare una gran cagnara mediatica nel parlare della manipolazione mentale delle sette ma lacunose sui discutibili comportamenti di una sua parte.
Direi che questa nuova archiviazione chiuda il cerchio. Finalmente!
Mi chiedo quante volte ancora bisognerà disturbare la magistratura con notizie di reato infondate prima che sia palese a TUTTI della malafede esistente in certi ambienti antisette che con le loro azioni o con il loro silenzio hanno contribuito a destabilizzare ed ulteriormente estremizzare un campo di per sé estremista e dualistico quale quello del mondo settario. Certo non a favore delle vittime di sette o dei loro famigliari!
In attesa perciò che il mondo antisette italiano manifesti pubblicamente solidarietà a te e Silvana, brindo a questa tua vittoria. Presto potremmo scrivere un bell’articolo a più mani aggiungendo un nuovo capitolo sul fenomeno settario in Italia che potrà andare ad arricchire anche la letteratura straniera sull’argomento.
Con affetto
Cristina Caparesi
10 marzo 2011 11:30″

 

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