Arkeon secondo Psychologies

Questo è il testo di un articolo su Arkeon pubblicato sulla rivista “Psychologies” (numero 5, maggio 2006). Quella riportata è la versione scritta, che differsice dalla versione web per l’aggiunta delle parti che indico nel testo usando il corsivo.

 

Migliorare le relazioni con l’Arkeon

E’ un percorso formativo di consapevolezza di sè che, grazie a un lavoro sugli archetipi interiori, la storia familiare, la relazione tra corpo, emozione e psiche, aiuta a esprimere le proprie potenzialità e a migliorare le relazioni.

La parola Arkeon nasce dall’unione di arketipon che in greco significa archetipo, forma originaria, ed eon, participio presente del verbo essere, ciò che è, l’essenza. “Il metodo Arkeon è un percorso di sviluppo e conoscenza personale che vuole aiutare a riscoprire chi si è veramente, attraverso un lavoro sulle proprie origini, sui comportamenti e le esperienze che hanno influenzato e condizionato la vita di ognuno”, afferma Vito Carlo Moccia, ricercatore, laureato in Psicologia e Scienze del comportamento umano che nel 1988, dopo aver lavorato per anni nel campo dell’ingegneria biomedica, ha deciso di dedicarsi all’insegnamento e alla ricerca interiore elaborando questo metodo.

Arkeon è un lavoro che spazia dall’esplorazione dei vissuti dell’infanzia al riconoscimento delle figure interiori e delle strutture archetipiche che caratterizzano ogni persona e il suo modo di mettersi in relazione con l’altro. “Attraverso il corpo, le emozioni, i pensieri e le esperienze di vita”, continua Moccia, “si va all’origine della propria storia, delle tensioni e degli automatismi che creano inconsciamente blocchi energetici ed emozionali e limitano l’espressione personale”. In questo modo è possibile riscoprire il proprio potenziale, capire come utilizzare al meglio le proprie capacità e migliorare le relazioni con il gruppo di appartenenza, il proprio ambiente e dare così direzione ed equilibrio alla propria vita.

“Il lavoro di Arkeon si realizza attraverso seminari di gruppo che durano un week-end”, dice Moccia,”e richiama valori del modello arcaico della civiltà contadina andati progressivamente perduti nella società attuale”. L’evoluzione del mondo occidnetale ha determinato infatti la scomparsa di valori come il sentimento di appartenenza, lo spirito della paternità, i riti di passaggio, il culto degli antenati e la forza dell’autenticità e del coraggio. Arkeon vuole portare, percorrendo a ritroso il proprio vissuto, alla riscoperta di questi valori spesso dimenticati, ma essenziali per la costruzione della propria identità e realizzazione. “Nei seminari, dopo una presentazione dei principi e delle linee guida del metodo” spiega Moccia “si inizia con l’esplorazione dei propri vissuti. Ognuno ha la possibilità di condividere davanti agli altri una parte di sé. Questo aviene in cerchio, figura geometrica che richiama i riti tribali che si svolgevano attorno al fuoco, simbolo di vita, anima, essenza, intimità e appartenenza”. Da questo scambio di esperienze vissute ed emozioni, in assenza di giudizi, con la guida di un maestro che orienta e accompagna il percorso delle persone, ognuno apprende dall’esperienza dell’altro opportunità e strumenti per lavorare su se stesso. Può riconoscere parti di sé fino ad allora non viste o dimenticate e capire l’influenza dell’eredità ricevuta dalle generazioni che lo hanno precedeuto. Si sofferma sulle informazioni che gli sono state trasmesse e sulle strutture archetipiche che hanno contribuito a formare l’identità personale. “Si parte dall’esperienza individuale delle persone, si esplora il proprio modo di relazionarsi e si giunge così a comprendere gli aspetti che hanno generato disordine e disagio”, chiarisce Moccia. Si analizzano il ruolo della madre, custode dell’affettività e della discendenza, e il ruolo del padre che rappresenta invece l’autorità, la direzione, l’appartenenza alla stirpe. Figure queste su cui, con il passare degli anni,ciascuno ha costruito la propria identità. Si lavora poi sull’identità del maschile e del femminile, che sono diverse ma complementari, sugli antenati custodi delle radici, sulla figura del guerriero simbolo di potenza, umilà, onore e fratellanza. “E’ un work in progress e soprattutto un lavoro sulle emozioni più profonde e bloccate, sulla loro libera espressione, sul ricordo degli eventi che le hanno generate e sulla loro progressiva comprensione. E’ un lavoro che procede lentamente sempre più in profondità. Ogni volta che si partecipa a un seminario ci si apre a un nuovo livello di consapevolezza, si elaborano nodi che sono stati mossi la volta precedente e si va avanti verso una maggiore conoscenza di sé” precisa Moccia.

“E’ un processo di ricerca e ascolto interiore che permette di riconoscere e superare tensioni e condizionamenti limitanti” spiega Moccia. “Il metodo Arkeon favorisce infatti l’emergere di sentimenti bloccati e l’integrazione delle diverse parti di sé fino ad avvicinarsi alla propria essenza più vera” . E’ perciò indicato a chi vuole approfondire la conoscenza personale, a chi avverte la necessità di sciogliere dei blocchi esistenziali, emotivi e affettivi nella propria vita. “Non è un lavoro terapeutico o psicologico, ma una via esperienziale basata sull’incontro dei partecipanti, in cui si forniscono strumenti per lavorare su se stessi”, specifica Moccia. “Essendo un lavoro sulla persona, che tiene in considerazione sogni, desideri, aspirazioni e bisogni e la accompaga a spingersi oltre la corazza che ha costruito negli anni attorno al suo essere più autentico”, sostiene Moccia, “il metodo Arkeon non ha controindicazioni. Richiede però la responsabilità, l’umiltà e lo sforzo di affrontare la propria paura di essere felici, per superare il senso di colpa che si prova nell’esprimere le proprie inclinazioni e capacità”. 

Un seminario, preceduto da una presentazione gratuita il venerdì sera, si svolge dal venerdì sera alla domenica sera. “Il prezzo di un seminario di primo livello è di 260 euro per la prima volta e di 130 euro per le successive” conclude Moccia.

Giovanna Caldara

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