Arkeon secondo Wikipedia (ex)

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Arkeon. Arkeon è un controverso percorso di crescita personale fondato da Vito Carlo Moccia. Dall’ottobre 2007 al settembre 2008, il fondatore e alcuni componenti sono stati indagati da parte della Procura di Bari. 

Etimologia. Secondo il fondatore, la parola Arkeon è un neologismo che unisce due parole greche, arketipon, per richiamare i concetti di “archetipo, forma originaria”, ed eon, per riferirsi a “ciò che è, l’essenza”[1] 

Contenuti. In un’intervista[1], Vito Carlo Moccia ha descritto il metodo Arkeon come “un percorso di sviluppo e conoscenza personale”. Questo percorso dovrebbe passare attraverso un lavoro introspettivo sulle origini, sui comportamenti e sulle esperienze che influenzerebbero la vita delle persone. Il metodo si richiama a valori quali il sentimento di appartenenza, lo spirito della paternità[2], i riti di passaggio, il culto degli antenati e la forza dell’autenticità e del coraggio. Questi valori sarebbero i “valori del modello arcaico della civiltà contadina”, che sono progressivamente perduti nella società moderna.
Arkeon non intende essere né è generalmente considerato un movimento religioso o spirituale[3].
Anche se è un percorso aconfessionale, la maggioranza dei partecipanti ai seminari, come Vito Carlo Moccia, professa la religione cattolica; molte persone sono ritornate al cattolicesimo in seguito alla frequentazione di Arkeon [4].
Non vi è una descrizione chiara di Arkeon, cui ha contribuito la forzata interruzione dello studio di Raffaella Di Marzio, anche se si ritiene che i contenuti siano complessi [5]. Secondo lo stesso autore, la disponibilità di Arkeon ad ammettere che l’omosessualità è per alcuni effettivamente una condizione transitoria ha causato proteste nei circoli del movimento omosessuale [5]. Pietro Bono, un ex maestro di Arkeon, in una lettera privata indirizzata al FECRIS (l’organizzazione europea dei movimenti antisette), resa pubblica nell’ottobre 2008, ritiene immotivata l’ostilità del movimento omosessuale [6] 

Metodi. Il metodo definito esperienziale consiste in incontri dei partecipanti (cerchi). In questi cerchi avviene la condivisione e il conduttore (maestro) fornisce ai partecipanti (allievi o studenti) strumenti per la ricerca introspettiva.
I seminari, sospesi a partire dall’ottobre 2007, erano aperti a chiunque volesse parteciparvi e si articolavano in:
– seminari di I livello (sabato e domenica, preceduti da una presentazione gratuita il venerdì sera)
– seminari di II livello (lunedì e martedì)
– seminari residenziali intensivi tematici (The Spirit of the Earth, I am living Honoring My Death, On the Path of Mastery, Loving Relationship Training, Ai Ko Riu, The Business of You).
I seminari erano a pagamento. Nel caso dei seminari di I e II livello, il costo era differenziato per la prima frequentazione (260 euro, I livello; 750 euro, II livello) rispetto alle eventuali rifrequentazioni (130 euro per ognuno dei livelli). Il costo dei seminari residenziali era di circa 1100 euro, comprensivo di vitto e alloggio per cinque giorni.

Origini. Nel 2000, Vito Carlo Moccia decise, insieme ad un piccolo gruppo di altri maestri di Reiki, di formalizzare un percorso che si era venuto delineando in anni di pratica e di insegnamento di Reiki[7]. Il lavoro di Vito Carlo Moccia nell’ambito del Reiki si era andato differenziando molto profondamente da quello della sua maestra, Phyllis Lei Furumoto[8] 

Struttura. Arkeon è formalmente solo un marchio registrato di proprietà di Vito Carlo Moccia. Non è né un’associazione, né un’azienda. Alcuni maestri “iniziati” nella discendenza Reiki da Vito Carlo Moccia avevano già costituito un’associazione, The Sacred Path, nel 1995. Nel 2007, è stata fondata un’associazione di allievi, denominata Associazione allievi Arkeon; stante l’impossibilità di riunirsi, l’associazione è stata sciolta via e-mail nel giugno 2008. La partecipazione all’Associazione non era un requisito per partecipare ai seminari, ma avveniva su base volontaria.
Prima del 2007 e salvo i maestri, quindi, i frequentatori dei seminari non erano membri di alcuna associazione. Il numero complessivo dei frequentatori di almeno un seminario di Arkeon dal 2000 al 2007 è stato stimato in diverse migliaia. Al contrario, i frequentatori abituali sarebbero stati poche centinaia.
Non esiste nessuna formale comunità Arkeon tuttavia è stato coniato il termine “popolo di Arkeon” per indicare le persone che, per la loro storia personale, sono intimamente connesse alla storia di Arkeon.

Aspetti controversi. Le prime critiche ad Arkeon riguardano l’abbandono del Reiki, che non è stato accettato da tutti. Molti maestri di Reiki “iniziati” da Vito Carlo Moccia continuano ad insegnare Reiki nella forma tradizionale.
Alcuni sostengono che Arkeon fosse una forma di psicoterapia e che la quasi totalità dei maestri non avrebbe i titoli professionali per praticarla. Lo stesso Vito Carlo Moccia non è iscritto all’Ordine Nazionale degli Psicologi e i suoi titoli di studio non sarebbero riconosciuti in Italia [24][25].
All’accusa di essere una forma di psicoterapia è collegata l’ipotesi di truffa ai danni della buona fede dei partecipanti [23] .
Richiamandosi alle teorie di Margaret Singer[26] e Steven Hassan[27], un’altra accusa sarebbe che in Arkeon si effettuasse una forma di lavaggio del cervello o comunque di condizionamento mentale: di conseguenza, le persone non avrebbero scelto liberamente di seguire il percorso di Arkeon ma vi sarebbero stati portati gradualmente contro la loro volontà; i risultati benefici che il “popolo di Arkeon” ritiene di aver raggiunto nella propria vita sarebbero pertanto frutto di suggestione; Vito Carlo Moccia e alcuni altri maestri avrebbero plagiato i partecipanti ai seminari.
Un’accusa mossa anche dagli organi inquirenti è che Arkeon praticasse abusivamente la medicina [28][23].
Nel “popolo di Arkeon”, vi sarebbe poi una pratica teorizzata di allontanarsi dalla propria famiglia di origine, in particolare dalle madri, se non seguono il percorso [13]. I partecipanti ai seminari di Arkeon sarebbero stati spinti ad abbandonare caratteristiche ritenute prettamente adolescenziali, per dedicarsi solo alla nuova famiglia e al lavoro. Alcune famiglie del “popolo di Arkeon” negherebbero alle nonne di vedere i nipoti. In altri casi, il risultato della frequentazione dei seminari di Arkeon sarebbe stata la separazione di coppie [13].
In Arkeon vi sarebbe un’uniformità di linguaggio e di modo di pensare [23]. Le iniziative personali e anche la narrazione delle esperienze non sarebbe autentica, ma coordinata dai “vertici dell’organizzazione” [23] [13]. Le storie di benefici riferite dal “popolo di Arkeon”, spesso consistenti in drammatiche difficoltà prima di Arkeon seguite da una concreta felicità (storie definite del “Mulino Bianco” dai critici) non sarebbero spontanee ma in qualche modo concordate e uniformi nei significati e nei contenuti. Alcuni tratti del percorso di Arkeon sarebbero pericolosi. Qualcuno ha riferito vere e proprie violenze [29]. I fatti raccontati nei cerchi, poi, sarebbero molto pesanti e, a volte, alcuni minori avrebbero ascoltato queste narrazioni [23].

La forte emotività presente nei cerchi sarebbe molto negativa in generale e potrebbe traumatizzare i minori presenti.

Repliche alle critiche. L’accusa di essere una psicoterapia è rigettata dai sostenitori di Arkeon. Tra le motivazioni, si adduce il fatto che i frequentatori sarebbero state persone psichicamente sane e non alla ricerca di una terapia. La presentazione dei seminari, aperti a tutti, non avrebbe potuto ingannarli in questo senso. Si sostiene anche che la ricerca introspettiva di Arkeon rientrebbe nella sfera della ricerca umana di se stessi che esula dalla psicologia. All’ipotesi di truffa si oppone la soddisfazione, secondo i sostenitori, della grande maggioranza dei frequentatori dei seminari.
Il concetto di lavaggio del cervello, già oggetto di critica da parte di studiosi [30][31], non sarebbe applicabile ad Arkeon. Infatti, Arkeon non sarebbe per nulla un “cult” nel senso del lavoro di Singer e Hassan. Il gruppo è sempre stato aperto all’attenzione degli studiosi ed ha anche sollecitato studi esterni su di esso [3]. In Arkeon poi non ci si sarebbe mai occupati di medicina.
Il metodo di Arkeon avrebbe ricongiunto, non separato, le famiglie, e in maniera più profonda. Le distanze tra figli e genitori sarebbero casi estremi e riguarderebbe, comunque, situazioni temporanee. L’abbandono da parte di ultratrentenni di forme adolescenziali per dedicarsi alla famiglia e al lavoro è considerata positivamente. I contatti tra nonni e nipoti non sarebbero scoraggiati e, comunque, rientrebbero nella sfera della discrezionalità genitoriale. 

La separazione di coppie sarebbe un evento accaduto raramente in situazioni già compromesse che il percorso di Arkeon avrebbe semplicemente accelerato. Le storie apostrofate sprezzantemente dai critici come “da Mulino Bianco” sarebbero autentici e, in alcuni casi, drammatici racconti di vita vissuta.

Pareri su Arkeon. Non si conoscono allo stato attuale studi esaustivi su Arkeon. L’attività di studio della Di Marzio è stata interrotta dall’inchiesta della magistratura che l’ha coinvolta come indagata; per comprendere le complesse idee di Arkeon, tale studio era atteso con interesse dal Cesnur [5]. Secondo Silvana Radoani esisterebbe poi un fascicolo riservato su “Vito Carlo Moccia” che sarebbe stato fatto circolare da Lorita Tinelli nel 2005 [22][32]. Per quanto riguarda specificamente Arkeon, la Di Marzio, sulla base delle sue ricerche preliminari, ha riportato un “‘impressione-sensazione” che Arkeon non avesse le caratteristiche tipiche di ciò che viene generalmente considerato un gruppo settario[4]. La studiosa ha scritto di come la richiesta, pervenutale da un gruppo accusato di settarismo, di essere studiato e scandagliato da studiosi, suggerirebbe che Arkeon non sia una setta. Le sette infatti, secondo la Di Marzio, avrebbero generalmente un atteggiamento del tutto opposto, di chiusura verso le minacce esterne[4]. In passato Arkeon aveva già richiesto al GRIS di essere oggetto di studi specifici[3]. Di Marzio ha anche sottolineato la capacità di autocritica presente in Arkeon e, di contro, la mancanza tra gli aderenti di intenzioni denigratorie verso i critici[4]. L’atteggiamento delle persone di Arkeon verso Vito Carlo Moccia è sembrato di gratitudine, ma anche di critica decisa [4].
Per quanto riguarda la vicenda mediatica, la copertura degli eventi da parte dei media è stata definita sensazionalistica[5]. Secondo Di Marzio, le trasmissioni televisive sarebbero state un processo in cui il colpevole era già noto. La stessa autrice descrive la sofferenza inflitta ai membri di Arkeon [4].
Dal punto di vista investigativo e giudiziario, l’atteggiamento delle forze dell’ordine e della magistratura, anche se largamente minoritario nel panorama nazionale, è stato ritenuto segnato dal pregiudizio anti-cult e dall’adesione ad una acritica retorica anti-sette [5].
Secondo Introvigne[5], la vicenda di Arkeon sarebbe “molto triste” ed avrebbe segnato una battuta di arresto nel dialogo e nella cooperazione tra gli studiosi dei nuovi movimenti religiosi e i movimenti anti-cult. Gli elementi più radicali del movimento anti-sette avrebbero utilizzato quest’occasione contro un dialogo che cercherebbero con ogni mezzo di ostacolare (Raffaella Di Marzio sarebbe stata descritta come “apostata” nell’ambito dei circoli anti-sette, pertanto da punire senza pietà [5]).
La vicenda Arkeon, i suoi riscolti mediatici, il coinvolgimento della Dott.ssa Di Marzio nelle indagini, sono stati spunto per una serie di riflessioni sui movimenti anticult, arrivando a parlare di sette anti-sette[4][22] [30]

Note  

[1] Giovanna Caldara. Migliorare le relazioni con l’Arkeon
[2] Questo argomento viene brevemente presentato, dalla prospettiva di Arkeon, anche in: Rolf Holm. Alla ricerca del padre. Reiki Magazine Italia. Aprile-Maggio 2003 L’indice del numero con l’articolo.
[3] Alla domanda di un utente (Buongiorno, vorrei avere delle informazioni sul movimento Arkeon citato nella rivista di marzo-aprile 2005 Via Verità e Vita anno LIV n.202, di cosa si tratta?), il presidente del GRIS ha risposto: “A parte la considerazione che Arkeon per sé non è un Nuovo Movimento Religioso nè un Movimento Religioso Alternativo, il GRIS ha avuto un inopinato contatto con numerosi suoi adepti nel giugno 2006 durante il Convegno nazionale a Gubbio dove io personalmente ho dichiarato che la loro presenza non è traducibile in un nostro giudizio, né favorevole né negativo. Il GRIS sta pensando di strutturare una commissione d’indagine. Ma questa, data la complessità del caso, non potrà avere vita né facile né breve.Antonio Contri. Un movimento in Italia di nome Arkeon. 27 luglio 2007
[4] Raffaella Di Marzio. Essere o non essere setta: QUESTO è il problema. 22 febbraio 2008
[5] Massimo Introvigne. Twenty Years of Studies of New Religious Movements: Autohagiography or Post-Mortem? 16 aprile 2008 
[6] Pietro Bono. Comunicazione al FECRIS. 7 ottobre 2008 
[7] Su Reiki nella prospettiva di The Sacred Path, vedi AAVV. Reiki. Riza Scienze. Novembre 1996
[8] About Phyllis and Paul
[9] Arkeon un percorso di crescita nel nome del Padre. Via Verità e Vita, anno LIV n.202 marzo-aprile 2004 
[10] A Sua Immagine
[11] Sull’uso di questo termine si è espressa negativamente Raffaella Di Marzio, vedi Di Marzio, 2008
[12] Cesap. Non luogo a procedere. Comunicato Stampa. 5 novembre 2008 
[13] Andrea Vianello. Percorso spirituale o terapia abusiva?. Ottobre 2006
[14] Terra!. 14 ottobre 2007
[15] Striscia la notizia. Psico-setta. 30 e 31 ottobre 2007 
[16] Raniero Cantalamessa. Nota su P. Raniero Cantalamessa e l’associazione Arkeon a seguito delle trasmissioni di “Striscia la notizia”. 1º novembre 2007 
[17] Solidarietà per Raffaella Di Marzio. 28 marzo 2008 a cura di Simonetta Po 
[18] A Roma c’è stata una semplice riunione. La Gazzetta del Mezzogiorno. Edizione Bari città. 12 febbraio 2008
[19] http://www.dimarzio.it/ 
[20] Solidarietà. Estratto del verbale della riunione del Consiglio Direttivo Nazionale della Società Italiana di Psicologia della Religione, tenutosi a Milano il 22 giugno 2008. Notiziario della Società Italiana di Psicologia della Religione, Anno 13, n. 1- 2, gennaio – agosto 2008, p.6 
[21] Raffaella Di Marzio. SrS online; 30 aprile 2008 
[22] Silvana Radoani, Vittime di Culti o di Anticult? 9 giugno 2008 
[23] Prove no limits e soldi estorti agli adepti salgono a 11 gli indagati della psico-setta. La Repubblica Ed. Bari. 10 settembre 2008 
[24] L’affermazione è fatta da Andrea Vianello nel corso della puntata di Mi manda rai 3, Ottobre 2006 
[25] Questa affermazione è contestata da Vito Carlo Moccia per bocca del proprio legale durante la trasmissione Terra!. 14 ottobre 2007 [1] 
[26] Margaret Singer. Le sette tra noi. Pubblicato nel 1995 da Jossey-Bass Publishers, ISBN 0-7879-0266-7, prefazione di Robert Jay Lifton. Traduzione a cura di Martini 
[27] Steven Hassan. Mentalmente liberi: come uscire da una setta. Edizione italiana di: Combatting Cult Mind Control (1991), 300 pagine, Tradotto e pubblicato Avverbi, 1999 
[28] La gazzetta del mezzogiorno 
[29] Articolo del Messaggero sul sito del Ce.S.A.P. 
[30] Mario Aletti. Psicologia della religione e psicosette. Notiziario della Società Italiana di Psicologia della Religione, Anno 13, n. 1- 2, gennaio – agosto 2008.
^ Massimo Introvigne. FAQ sul lavaggio del cervello e la manipolazione mentale. 2005 
[31] Il fascicolo conterrebbe i dati personali di cittadini che si erano rivolti al Ce.S.A.P. Ciò, secondo la Radoani, in violazione della deontologia professionale degli psicologi e la privacy degli assistiti .

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