La vicenda giudiziaria

La vicenda giudiziaria di Arkeon si articola in diversi filoni paralleli. Da un lato le iniziative di aderenti ad Arkeon a difesa della propria reputazione, che includono: 

1) la richiesta al Tribunale di Bari di oscuramento del forum su Arkeon nel sito del Cesap, avanzata da V.C.Moccia e dall’Associazione The Sacred Path;

2) le querele per diffamazione presentate in diverse città d’Italia da una settantina di persone contro la d.ssa Tinelli del Cesap e contro due ex appartenenti al percorso, per le affermazioni fatte alla trasmissione “Tutte le mattine” su Canale 5;

3) la richiesta di risarcimento danni avanzata presso il Tribunale di Bari dal fondatore di Arkeon V.C.Moccia ai danni delle stesse persone;

Dall’altro vi sono le iniziative del Tribunale di Bari che, sulla base delle segnalazioni di alcuni ex aderenti al percorso, hanno portato a quattro filoni distinti:

4) la richiesta di provvedimenti cautelari di urgenza consistenti nell’oscuramento dei siti di Arkeon e delle altre iniziative collegate (Tribe Human Consulting, Terre d’Incontro, KidoKai) – concesso – e negli arresti domiciliari degli indagati, negati;

5) l’oscuramento del sito della d.ssa DiMarzio, rapidamente riaperto, e la sua iscrizione tra gli indagati con l’accusa di aver favorito la ricostituzione di Arkeon; a chisura delle indagini la sua posizione è stata stralciata, senza che tuttavia ne sia stato comunicato alcun esito. 

6) le indagini su 11 tra maestri e collaboratori di Arkeon, attivate dal Tribunale di Bari su segnalazione di alcuni ex aderenti ad Arkeon e del Cesap, per i reati di truffa, abuso di professione medica e psicologica, violenza privata, violenza su minori, violenza sessuale; le indagini si sono chiuse con la richiesta di rinvio a giudizio per gli indagati;

7) lo stralcio della posizione di una coppia di maestri milanesi,  quelli indicati dalla ex allieva intervenuta a Canale 5 e Rai3, per l’accusa di stupro;

Di seguito proviamo ad analizzare i singoli aspetti.

1. La richiesta di oscuramento del forum su Arkeon nel sito del Cesap.

La richiesta d’urgenza viene avanzata al Tribunale di Bari dal fondatore di Arkeon il 3 maggio 2006. Il 5 settembre 2006 la richiesta è respinta dal giudice Michele Salvatore con le seguenti motivazioni: “…Nel caso di specie, a prescindere da quale sia il grado di rappresentatività dell’associazione denominata Centro Studi Abusi Psicologici, gli interessi che la medesima promuove sono certamente meritevoli di tutela da parte dell’ordinamento giuridico, di tal che l’informazione resa, sia pur attraverso i toni aspri e polemici utilizzati non solo nei messaggi pervenuti nel sito ma altresì nelle dichiarazioni rese dal soggetto che quel sito organizza, è altamente meritoria in questo idonea e prevenire gli effetti di un’impropria attività psicoterapeutica svolta da operatori privi di qualificazione professionale, non rappresentando certamente frutto di casualità l’intervento di un’associazione, quale il Codacons, unanimemente riconosciuta come una delle associazioni più rappresentative operante nella materia della tutela del cosumatore, nelle diverse accezioni in cui quest’ultimo può essere inteso“. A questo proposito si impongono alcune osservazioni, già avanzate altrove.

– Perché il Giudice in questione sente l’esigenza di emettere una sentenza di merito, ancor prima di una qualunque valutazione processuale?

– Su quali basi quel Giudice entra in una valutazione per dire, di un’oggetto che certo non può ancora conoscere (cioè Arkeon), che si tratti di “un’impropria attività psicoterapeutica svolta da operatori privi di qualificazione professionale…” ? E’ possibile che il Giudice si basi su qualche memoria difensiva. Se così fosse, allora la domanda diventa: “chi e su che documentazione è stata formulata una valutazione su Arkeon, visto che all’epoca non era stato compiuto nessuno studio sul gruppo”? Si tratta forse del noto “studio durato dieci anni” della Dott.ssa Tinelli sul gruppo? Studio talmente “oggettivo” che pur di screditare il fondatore di Arkeon, riportava nel passato professionale di quest’ultimo (con tutto il rispetto da parte mia di chi la pratica) la professione di “venditore porta a porta”; quando è risaputo che il fondatore si occupava all’epoca di macchinari bio-medicali, aveva due aziende ed è stato tra i precursori in Italia dell’ecografia.

– Su quali basi, e soprattutto in base a quali informazioni, il CODACONS ha deciso di schierarsi con la Dott.ssa Tinelli e col CeSAP ? E più ancora, cosa significa quella frase assai inquietante: “…non rappresentando certamente frutto di casualità l’intervento di un’associazione, quale il Codacons, unanimemente riconosciuta come una delle associazioni più rappresentative operante nella materia della tutela del consumatore, nelle diverse accezioni in cui quest’ultimo può essere inteso…” ? In tanti saremmo curiosi di sapere per quali motivi il Codacons ha fatto questa scelta di campo in modo così aprioristico e, pare, senza approfondire direttamente. E soprattutto quale rilievo possa avere nella valutazione di un giudice che un’associazione consumatori stia di quà o di là?

– Un’altra domanda, è cosa ci facesse il Giudice Michele Salvatore, ancora in un’aula di Tribunale a giudicare, dopo essere stato condannato a 4 anni di reclusione per tentativo di concussione per una presunta mazzetta da 50 milioni di lire per emettere una sentenza favorevole al compratore (si veda in proposito http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local//1976248). Recentemente il Giudice Salvatore è entrato in carcere.

2. Le querele per diffamazione.

A valle delle tre puntate della trasmissione di Costanzo  “Tutte le mattine”, quindi nel mese di febbraio 2006, circa un’ottantina tra allievi e maestri di Arkeon presentano querela per diffamazione nei confronti della d.ssa Tinelli (Presidente del Cesap), nonchè di un ex maestro di Arkeon e di una ex allieva intervenute in trasmissione. A questo proposito vanno subito sfatati alcuni miti.

– Le querele presentate sono tutte sostanzialmente identiche non perchè i querelanti abbiano obbedito a ordini ricevuti dall’alto, ma semplicemente perchè una querela originaria è stata distribuita per chi volesse farne una sua e non avesse i soldi per ricorrere ad un avvocato.

– Le querele sono state presentate in tutta Italia non per un perverso intento strategico di mettere in ginocchio i querelati, ma perchè le querele si presentano nei comuni di residenza e hanno partecipato persone da tutta Italia.

– Le querele presentate sono solo penali, vale a dire non contengono alcuna richiesta di risarcimento danni. L’eccezione in tal senso sono le querele presentate dal fondatore Moccia, che ha richiesto un risarcimento di 4 milioni di € (da devolversi in beneficenza); richiesta  – sia detto chiaramente – che ha generato non poco sconcerto tra le persone dei cerchi, compreso chi scrive.

Non possiamo essere più precisi sul numero di querele e sull’esito effettivo di ciascuna perchè non c’è mai stata né prima né dopo una gestione centralizzata delle stesse. Tuttavia si sa che ciascuna querela ha avuto ovviamente un proprio percorso. Alcune sono state ritirate dai presentanti, talora perchè non più convinti, talora perchè intimoriti dalle possibili controdenunce, soprattutto dopo l’inverosimile coinvolgimento tra gli indagati della d.ssa DiMarzio. Alcune sono state avocate a Bari dal PM Francesco Bretone, responsabile dell’accusa contro i vertici di Arkeon, e da lui archiviate nel mese di novembre 2008; fatto questo certamente legittimo ma quantomeno discutibile. Altre ancora sono state archiviate nelle citta di MonzaRoma, solitamente per vizi formali (perchè presentate da semplici allievi, in relazione ai quali non si intravedeva rischio di danno, o perchè presentate da maestri che tuttavia non avevano fornito prova di essere maestri e quindi di avere subito un danno). Ad oggi l’unico caso in cui un PM ha inteso accogliere la querela e chiederne il rinvio a giudizio è stato ad Ancona: in tal caso il giudice ha deciso il “non luogo a procedere”. Per certo alcune querele presentate in alcune città non sono state ancora vagliate dai PM competenti.

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Il 21 settembre 2011 due testimoni dell’accusa per il processo contro Arkeon ritrattano parzialmente le proprie dichiarazioni precenti, ammettendo di averle “gonfiate” sotto la pressione di altri testimoni. Di seguito la notizia riportata sulla stampa:

Torino, 23/09/2011 (informazione.it – comunicati stampa) Bari, 21 settembre 2011  –  Nel corso dell’udienza svoltasi ieri presso il Tribunale di Bari relativa al “processo Arkeon”, le deposizioni di due testimoni dell’accusa convocati dal Pubblico Ministero, Carla C. e Massimo B., ha fatto registrare un inatteso colpo di scena.

Secondo quanto è emerso dalle dichiarazioni dei testimoni infatti, i due avrebbero subito “pressioni” dirette da parte di altri testi principali del processo affinché scrivessero relazioni negative in merito alla loro esperienza in Arkeon, per un generico “studio sul metodo” condotto dal CESAP, il centro studi barese da tempo dichiaratamente ostile a Moccia, relazioni poi utilizzate per attaccare il gruppo Arkeon.  Entrambi i testi hanno anche affermato di aver “notevolmente gonfiato” il contenuto di tali dichiarazioni poiché così era stato chiesto loro, con particolare riguardo ai soldi spesi per la partecipazione ai seminari di Arkeon.

Nella ricostruzione della sua esperienza in Arkeon, Massimo B. ha inoltre dichiarato di essersi lamentato in merito al comportamento di alcuni maestri direttamente con Vito Carlo Moccia, il quale gli rispose che era libero di lasciare il gruppo e di comportarsi come meglio credeva: la testimonianza ha quindi evidenziato che non erano presenti forme di coercizione relative alla frequentazione dei gruppi da parte di Moccia.

Entrambi i testimoni infine hanno riferito in merito all’ “esercizio delle elemosina”, confermando che veniva fatto durante i gruppi, ma aggiungendo che chiunque era libero di non prendervi parte senza subire alcune pressione in merito.

Un’altra accusa mossa a Moccia era la sua presunta corresponsabilità nell’istigare i membri di Arkeon a non seguire cure appropriate in caso di malattia, affidandosi solo ai consigli di Moccia per la guarigione, E’ stato nuovamente un testimone dell’accusa, paradossalmente, a indicare ai Giudici una verità diversa: Il teste Gambuto ha affermato che nessuno del gruppo Arkeon l’ha mai indotta a sostituire la terapia farmacologica e psicologica che aveva in corso con procedure del metodo Arkeon.

Tutto quanto riportato in questa nota risulta dai verbali relativi all’udienza del 20/09/2011 presso il Tribunale di Bari, e fa intravedere un’altra verità sul “affaire Arkeon” rispetto a quanto propagandato fino ad oggi.

Nel frattempo, oggi, l’esperta di Nuovi Movimenti Religiosi Prof. Raffaella Di Marzio è in audizione sul tema “sette” presso il Senato della Repubblica: “In Italia dobbiamo guardarci da chi grida ‘allarme sette’ senza un più che giustificato motivo – aveva dichiarato recentemente la Di Marzio a margine di un convegno a Roma – accusare qualunque gruppo di essere setta equivale a dire che niente è setta. E soprattutto bisognerebbe anche indagare sulla cosiddetta ‘setta degli antisette’: gente poco preparata che interviene a sproposito, disposti a qualunque cosa al solo scopo di ottenere spazio sui giornali, con metodi assolutamente identici a quelli delle sette che dicono di voler combattere”. 

La stessa notizia viene riportata anche in questi termini dal Quotidiano di Bari, che finp ad oggi ha ospitato versioni molto critiche su Arkeon.

PROCESSO ARKEON, GONFIATE LE DEPOSIZIONI CONTRO MOCCIA
Continua la sfilata dei testimoni, ora anche a favore del maggiore imputato –
Quotidiano di Bari 1-10-2011
http://www.quotidianodibari.it/

… Nel corso dell’udienza svoltasi la settimana scorsa la deposizione di due testimoni dell’accusa convocati dal Pubblico Ministero, Carla C. e Massimo B., ha fatto registrare un inatteso colpo di scena. Secondo quanto è emerso dalle dichiarazioni dei testimoni infatti, i due avrebbero subito “pressioni” dirette da parte di altri testi principali del processo affichè scrivessero relazioni negative in merito alla loro esperienza in Arkeon, per un generico “studio sul metodo” condotto dal CeSAP, il centro studi barese da tempo dichiaratamente ostile a Moccia, relazioni poi utilizzate per attaccare il gruppo Arkeon. 
Entrambi i testi hanno anche affermato di aver “notevolmente gonfiato” il contenuto di tali dichiarazioni poichè così era stato chiesto loro, con particolare riguardo ai soldi spesi per la partecipazione ai seminari di Arkeon.  Nella ricostruzione della sua esperienza in Arkeon, Massimo B. ha inoltre dichiarato davanti ai Giudici della Seconda Sezione Penale di essersi lamentato in merito al comportamento di alcuni maestri direttamente con Moccia, il quale gli rispose che era libero di lasciare il gruppo e di comportarsi come meglio credeva: la testimonianza ha quindi evidenziato che non erano presenti forme di coercizione relative alla frequentazione dei gruppi da parte di Moccia.
Entrambi i testimoni, sempre nel corso dell’udienza del 20 settembre scorso, infine hanno riferito in merito all’  “esercizio dell’elemosina”, confermando che veniva fatto durante i gruppi, ma aggiungendo che chiunque era libero di non prendervi parte senza subire alcuna pressione in merito.
Un’altra accusa mossa a Moccia era la sua presunta corresponsabilità nell’istigare i membri di Arkeon a non seguire cure appropriate in caso di malattia, affidandosi solo ai consigli dello stesso Moccia per la guarigione.
E’ stato nuovamente un testimone dell’accusa, paradossalmente, a indicare ai componenti del collegio giudicante barese una verità diversa: il teste G. ha affermato che nessuno del gruppo Arkeon l’ha mai indotta a sostituire la terapia farmacologica e psicologica che aveva in corso, con procedure del metodo Arkeon.
Si torna in aula la prossima settimana, martedì 4 Ottobre.
 
(fdm)
da  Quotidiano di Bari  1-10-2011

 

ESITO DEL PROCESSO DI 1° GRADO

Il 16 Luglio 2012 si è concluso presso il Tribunale di Bari il processo contro 11 maesti di Arkeon (Vito Carlo Moccia, Isa Calabrese Moccia, Francesco Antonio Morello, Gabriella Fabbri, Grazia Bozzo, Quirino Salerno, Antoio Turi, Francesco Ferrara, Francesco Locatelli, Massimo Vavalle, Piero Mazza) si è pronunciato con la sentenza qui riportata per i seguenti reati:

  • Procurato stato di incapacità di intendere e volere: tutti assolti perchè il fatto non sussiste
  • Violenza privata (Francesco Morello): non procedere per prescrizione
  • Maltrattamenti su minori (Vito Carlo Moccia): assolto perchè il fatto non sussiste
  • Calunnia contro Cesap, Tinelli, Fornesi, Monaco (Vito Carlo Moccia), Franceasco Ferrara): assolto perchè il fatto non costituisce reato 
  • Truffa
    • assolti per non aver commesso il fatto: Ias Calabrese, Massimo Vavalle, Francesco Locatelli
    • non procedere per mancanza di querela: tutti
  • Abuso di professione medica
  • Abuso di professione psicologica  
    • assolti per non aver commesso il fatto: Isa Calabrese, Francesco Locatelli, Massimo Vavalle
    • non procedere per prescrizione: Antonio Turi e Grazia Bozzo
    • condannati per i fatti successivi al 2004 tutti gli altri
  • Associazione a delinquere per il reato din cui sopra
    • assolti perchè il fatto non sussite: Isa Calabrese
    • non procedere per prescrizione: Grazia Bozzo, Antonio Turi
    • condannati a pene tra i 20 e i 32 mesi (non applicati): tutti gli altri

Richieste parti civili

  • condannati Moccia, Ferrara, Morello, Fabbri, al risarcimento danni nei confronti dell’Ordine degli Psciologi (da valutarsi in sede civile)
  • respinta le richieste delle altre parti civili (Tinelli, Monaco, Cesap, Buonanno, DalNegro, Salmaso)