“Tutte le mattine” 20-21-27/01/2006

Il caso Arkeon “debutta” su Canale 5 con tre puntate della trasmissione di Maurizio Costanzo “Tutte le mattine”, nei giorni 20-21-27 gennaio 2006.  Di seguito si riporta Tutte le mattine delle tre trasmissioni intere.

La trasmissione di Costanzo è fondamentale in quanto è stata la prima delle tante trasmissioni passate in TV, nonché quella che ha dato luogo alle denunce presentate da numerosi allievi e maestri di Arkeon a carico di Lorita Tinelli, di Carlo e Gabriella. E’ quindi importante soffermarsi su quanto emerso in trasmissione. Prima di entrare nel merito ritengo tuttavia necessario chiarire una cosa. A parer mio la trasmissione è un mix di banalità, volgarità e voyeurismo che di giornalistico non ha nulla. Tuttavia bisogna riconoscere che, delle tante trasmissioni susseguitesi, questa è stata l’unica che ha consentito un livello minimo e reale di contraddittorio (tale non può definirsi l’interrogatorio subito a Rai 3 e a Striscia la Notizia), nonché l’unica che ha dato in qualche modo conto della presenza (attraverso le email alla redazione) di un’ampia presenza di persone soddisfatte di Arkeon (quando Costanzo dice all’inizio della terza trasmissione “noi ce ne siamo occupati, no, di questo, come in passato mi ero occupato di altre cose analoghe, però questa volta a dire la verità noi abbiamo ricevuto molte testimonianze positive sull’Arkeon,io questo lo devo dire, mentre in passato occupandoci di certe cose questo non ccadeva…”). Questo è il motivo per cui, personalmente, non ho denunciato Costanzo: perché comunque è stato l’unico a dare voce anche alle persone soddisfatte di arkeon e a riconoscerne l’esistenza. Detto questo, entriamo nel merito.
1. IL DEJA VU.

La trasmissione è un esempio perfetto del meccanismo che sembra inevitabilmente scattare nella testa delle persone quando di parla di sette, truffe e abusi: “ah sì, so di cosa parli”. Automaticamente si immagina che questo gruppo – di cui non so nulla – sia uguale a tanti altri gruppi di cui ho sentito parlare (e di cui tipicamente non so nulla). Questo atteggiamento è perfettamente evidente fin dalle prime tre frasi di Costanzo, quindi di chi conduce la trasmissione: le dichiarazioni, non ancora verificate da nessuno, sono accolte come fatti (“qui accanto a me c’è Gabriella, la persona che è stata irretita dal Guru); il caso, non ancora visto, somiglia perfettamente a tanti altri già visti in trasmissione (“noi ce ne siamo occupati tanto anche in altre trasmissioni”, “è un fenomeno molto diffuso, molto radicato e molto impunito”); e la causa del problema è sotto gli occhi di tutti (“non ci sono le leggi adatte”, “non c’è il plagio”). Insomma la fine è già scritta nell’inizio.

Tuttavia il terreno su cui questo deja vu dilaga più pericoloso è proprio quello del plagio, delle tecniche psicologiche di manipolazione mentale, che riempie “l’immaginario collettivo della sciura maria” e che viene trattato solitamente a quello stesso livello. Lì c’è l’aspettativa, la fascinazione oscura della storia, come sa Costanzo che annuncia lo scoop: “Carlo…è stato maestro del gruppo, ragion per cui sono state svelate a lui tutte le tecniche di manipolazione, le tecniche ipnotiche, tutto quello che serve per soggiogare queste persone”. Nel corso della trasmissione risulta evidente che tutti conoscono bene queste tecniche ipnotiche di manipolazione e concordano su cosa esse siano: le conosce la signora Gabriella in quanto vittima (“attingono a varie tecniche di psicoterapia…fanno un grande impasto, usano queste tecniche per soggiogare le persone”); le conosce la Tinelli in quanto esperta e studiosa della materia (“offrivano una serie di tecniche, di incontri, di terapie…”).  E a quanto pare appunto le conosce perfino Costanzo. Ma quando si cerca di capire in cosa consistono, la risposta si fa sfuggente: come si fa? in cosa consistono? Ho sperato che la risposta me la desse Vescovi in trasmissione quando, rispondendo alla domanda di Costanzo “qual è la tecnica per catturare gli adepti?” ha spiegato che “letteralmente è come far saltare un grimaldello. Noi cosa abbiamo? una serie di programmi, scritti geneticamente dentro di noi che ci portano a sviluppare dei comportamenti che noi classifichiamo come fiducia…nel momento in cui il programma parte io mi fido di te, ti do il pezzo di carne oppure ti do i soldi da mettere in banca o quant’altro. Questi signori hanno affinato delle tecniche che servono prima di tutto a confondere la persona. Dopo che hanno confuso la persona fanno scattare questo grimaldello con delle forzature e il programma parte e a quel punto non c’è niente da fare”….non so a voi, ma a me ha ricordato le azioni sulla fascia di Marocchino (per chi lo ricorda, il fantasista di riserva della Juve negli anno ‘80) che faceva tre dribbling micidiali e poi perdeva palla in fallo laterale! Un altro bagliore di speranza mi è venuto dall’intervento di Manuela, maestra anche lei e moglie di Carlo (“ci hanno insegnato come fare, su cosa fare leva per avere gli adepti”) ma anche qui è andata anche peggio (“Il problema è che poi noi, fondamentalmente o meno male o grazie a Dio, eravamo troppo onesti e quindi non ci siamo mai riusciti”). Alla fine ci vuole Carlo, maestro e psicoterapeuta, per chiarire il punto: “qui si parla di una serie di meccanismi che tendono a isolare la persona da tutte le fonti di informazioni esterne che non siano il maestro. Questo è un percorso di affidamento al maestro e questa cosa viene ripetuta fino alla nausea che bisogna fidarsi. Il che vuol dire che bisogna ascoltare solo le opinioni del proprio maestro”. Il ragionamento, anche se un po’ vago, avrebbe senso. Peccato che non ci fosse una comunità residenziale, che non ci fossero obblighi di presenza e che i frequentatori più assidui partecipassero a 4 seminari l’anno di due giorni ciascuno distanziati a 3 mesi l’uno dall’altro!
2. LA TESTIMONIANZA DI GABRIELLA.
La testimonianza resa in trasmissione dalla signora Gabriella è per me il pezzo più interessante. L’oggetto riguarda l’aggressione fisica che dice di aver subito durante un seminario (“loro mi hanno aggredito il maestro ed altre tre persone in quattro e io ancora ho gli abiti che portavo quel giorno un centone grande da texano che è completamente lacerato perché loro in quattro persone …………….chi mi prendeva da dietro chi mi prendeva le gambe cercavano di spogliarmi, di toccarmi il seno perché io dovevo rivivere questo presunto trauma”). Il fatto se vero è gravissimo e bene ha fatto la signora Gabriella a denunciarlo. A questo proposito tuttavia vanno chiariti due punti.

Il primo è che i fatti riguardano il comportamento di due singoli maestri di Milano (Francesco Antonio e la moglie Gabriella). Poiché di solito ciascun allievo seguiva solo i seminari del proprio maestro, gli unici a conoscere quei fatti erano le persone presenti a quel seminario. Anzi quando, a valle delle trasmissioni, questi fatti sono venuti a conoscenza di tutti, l’associazione The Sacred Path che riuniva i maestri di Arkeon è intervenuta prima chiedendo chiarimenti al maestro interessato, quindi organizzando un incontro pubblico di chiarimento con i due maestri e tutti i relativi allievi che fino ad allora non avevano detto nulla e infine espellendo il maestro dall’Associazione. Il fatto quindi non ha nulla a che vedere con Arkeon ma con con quel signore. Come confermerebbe peraltro lo stralcio della sua posizione dal processo Arkeon proprio in relazione a quei reati.

Il secondo è che in trasmissione la signora Gabriella si riferisce più volte implicitamente ed esplicitamente al gruppo Arkeon, ma senza chiarire mai che di tale gruppo lei ha conosciuto solo i seminari del maestro in questione, mai quelli di altri maestri. Lei quindi non conosceva in alcun modo Arkeon e se poteva certamente parlare dei comportamenti del suo maestro, altrettanto certamente non poteva sapere se quelli fossero i comportamenti previsti in Arkeon o se fossero invece i comportamenti devianti e ignoti del suo maestro. Si potrebbe pensare che lei abbia dato ingenuamente per scontato che Arkeon fosse così visto che il suo maestro usava quel nome. Ma come pensare ad ingenuità quando la stessa persona partecipa poi a numerose trasmissioni, rilascia interviste sui giornali e dibatte sui foru in rete, sempre parlando di Arkeon e di Moccia e mai del suo maestro? Nemmeno dopo lo stralcio della posizione di costui? Questa, ameno per quanto mi riguarda, è la motivazione della denuncia presentata contro di lei. Non denuncio un ospedale se un medico ha abusato di me.

Per il resto, la testimonianza televisiva della signora Gabriella è infarcita di luoghi comuni, frasi fatte e sentito dire. L’affermazione con cui inizia “siccome lo scopo primario è quello di spillare dei soldi per dei corsi sul nulla…” è l’equivalete che dire che i politici sono tutti ladri: va bene al bar e certamente funziona in televisione…ma lei appunto non sapeva nulla dei seminari di Arkeon, se non quello che le potevano aver raccontato persone terze. Inoltre da dove le viene questa conoscenza di altri percorsi, ne ha frequentati? Il campionario segue con sciocchezze e banalità quali, a titolo di esempio, “sono entrata e questo locale era agghindato con un altarino abbastanza inquietante perché loro che si definiscono maestri mettono la loro fotografia insieme a una statuetta del Buddha e una foto di Gesù Cristo”, “Hanno iniziato a inserire un cd con la voce di Giovanni Paolo II, come per dire anche lui ci avalla”, “questo maestro e la sua compagna, che se la fisiognomica non  è un’opinione erano degli incantatori, con una voce profonda”. Nel mucchio ci sta anche la palese deformazione delle cose più innocenti per farle apparire mostruose, come la cerimonia di iniziazione (in cui l’allievo siede ad occhi chiusi mentre il maestro traccia nell’aria dei simboli e poi gli soffia sulla pancia per complessivi 3 minuti circa) che viene descritta così “io non sono una persona facilmente impressionabile, ma sembrava un sabba e mi alitavano addosso perché secondo loro mi dovevano aprire i chakra”… con successivo commento di una stupidità raggelante (“ora io ho un caro amico medico che mi è stato anche vicino nel superare la cosa e mi ha dettoche in tanti anni di autopsia ho aperto le persone e non ho mai visto i chakra che giravano”!). Infine si supera il grottesco quando la signora Gabriella dice “a me hanno fatto una fattura (parla di soldi, non di magia! ndr) perché sapevano che mi sarei mossa, ma tutte le altre persone non hanno la ricevuta”. Ora davvero la signora Gabriella mi fa pensare che quel maestro avesse “i superpoteri”, se vedendola per la prima volta aveva subito capito che un giorno lei lo avrebbe denunciato. E oltre che i superpoteri doveva anche avere una superidiozia a non farle fattura e a tentare di violentarla pubblicamente sapendo che poi lei lo avrebbe denunciato.
La cosa più interessante però è che, nel parlare, la signora Gabriella sembra veramente ripetere la lezione. Proprio all’inizio dice “Cosa fanno queste persone? Attingono a varie tecniche di psicoterapia senza averne nessun titolo, quindi abusando della professione medica, fanno un grande impasto, usano queste tecniche per soggiogare le persone”… e quali sarebbero queste tecniche di psicoterapia? Quale sarebbe secondo la signora il confine tra lavori di gruppo e abuso di professione medica? Ne è un’esperta o è un parere che ha raccolto da qualcuno? E da chi in questo caso? E’ curioso come la frase sia praticamente identica a quelle ripetute come un mantra sia dalla Tinelli che da Carlo. Che ci sia un po’ di induzione o di suggestione sembra confermarlo lei stessa quando dice “che una persona faccia delle tecniche di psicoterapia di gruppo che vari esperti definiscono folli…”, laddove è noto che l’unica persona ad aver definito Arkeon una psicoterapia folle è la Tinelli, senza per altro averlo mai visto operare. O quando parla del “love bombing”, un chiodo fisso della Tinelli che lo vede anche dove non esiste come nel caso del gruppo Scientology. Del resto il peso dell’autorevole contributo della d.ssa Tinelli è confermato dalla stessa Gabriella quando dice “la Chiesa, con la d.ssa Tinelli che ha collaborato con i GRIS assolutamente disconoscono questi gruppi”. Quindi non solo abbiamo esperti che parlano per  impressioni e non per conoscenza, ma abbiamo addirittura testimoni che trasformano le impressioni degli esperti nelle proprie testimonianze! Carlo la chiamerebbe una sindrome da falsa memoria indotta!.

3. LA TESTIMONIANZA DI CARLO

La testimonianza televisiva di Carlo, lo psicologo di spalle, è sinceramente la più deludente. Da psicologo, psicoterapeuta e maestro avrebbe potuto dire cose importanti. Invece il suo principale contributo si riduce a due punti: la descrizione delle tecniche di manipolazione richiesta da Costanzo e risoltasi come già visto in concetti abbastanza evanescenti; e la descrizione del cosiddetto “no limits”. Su questo punto posso osservare che la sua descrizione (“ci si mette tutti in una stanza in cerchio con gli occhi chiusi e viene dedicato un tempo variabile da alcuni minuti a un paio di quarti d’ora a esplorare reciprocamente le parti del corpo, senza limiti, appunto e quindi toccando e maneggiando e baciando e leccando e strofinando tutto ciò che si può in qualunque momento, coi maestri che ripetono “o limits”, quindi non abbiate limiti, esplorate fino in fondo”) è quantomeno paranoide. In quei cerchi ci sono uomini e donne, giovani adulti e anziani, per cui l’idea che lì si leccasse e strofinasse qualsiasi cosa si incontrasse risulta quantomeno bizzarra, potendo un ventenne “incontrare” ad occhi chiusi una novantenne o viceversa o potendosi trovare due uomini o due donne eterosessuali. Certamente in alcuni casi sarà anche capitato quanto dice Carlo, ma nell’ambito di una scelta delle due persone di voler esplorare spazi loro motivi che sapranno loro. Quanto invece alla successiva osservazione (“io ho visto persone urlare, piangere, cercare di scappare e venire trattenute) è di gravità tale che mi chiedo perché non le abbia denunciate a suo tempo, essendo – oltre che un essere umano – anche psicologo e psicoterapeuta (ah certo, era plagiato!).

Questo rimanda al tema più ampio della credibilità delle affermazioni di un uomo che, avendo cominciato a frequentare un gruppo ormai in età adulta (oltre i 30 credo), esercitando già come psicologo e psicoterapeuta ed essendo quindi perfettamente attrezzato a riconoscere certe “tecniche occulte di plagio”, abbia deciso di entrare e di restare in un gruppo così violento per ben otto anni e addirittura di diventarne  maestro non come dice all’ultimo anno (quando divenne maestro di Arkeon) ma ben prima (quando era maestro di Reiki nello stesso gruppo). Quanto infine ai 40.000 euro spesi, i maestri erano circa una sessantina anche se pochissimi esercitavano. E di questi che io sappia nessuno si è indebitato. Se lui l’ha fatto forse era un problema suo.

 

4. LA TESTIMONIANZA DELLA TINELLI

Rispetto alle parole spese dalla Tinelli, oltre a quanto già detto rispetto alla genericità e inconsistenza dei suoi contributi di psicologa nello spiegare le presunte tecniche di manipolazione, mi limito a richiamare che in trasmissione ha fatto affermazioni gravissime a proposito di reati che non sono stati contestati nemmeno in sede di richiesta di rinvio a giudizio: induzione al suicidio (“ci è giunta notizia di persone che hanno tentato il suicidio a seguito di questi sconvolgimenti emotivi che appunto venivano indotti all’interno di questo gruppo”); abuso su minori (“ci sono minorenni che fanno parte di questo gioco”, il no limits, ndr);  abusi sessuali (alla domanda di Morelli “lei mi ha parlato di violenze sessuali” lei risponde affermativamente).

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