Massimo Introvigne

Vent’anni di Studi sui Nuovi  Movimenti Religiosi: Autoagiografia o Post-Mortem?
di Massimo Introvigne (CESNUR)
Intervento al convegno tenutosi presso la London School of Economics nell’aprile 2008 sul tema “Twenty Years and More: Research into Minority Religions, New Religious Movements and ‘the New Spirituality’”. Quella riportata è una libera traduzione dall’inglese di un estratto dell’intero intervento. Segue l’estratto originale in inglese.

(…) Alcuni media sensazionalisitici e una manciata di ufficiali di polizia e Pubblici Ministeri hanno fatto propria la retorica antisette. (…) In un recente (2008) incidente la Dr.ssa Raffaella Di Marzio, nota critica delle “sette” (e membro del Comitato Editoriale della Rivista di Studio sulle Sette dell’ICSA) che ha deciso di pubblicare alcuni articoli sulle pubblicazioni cartacee ed elettroniche  del CESNUR, ha visto il proprio ricco sito Web temporaneamente chiuso dalla polizia ed è stata personalmente accusta di associazione a delinquere dal PM di Bari. La questione è ancora irrisolta. Il crimine di cui viene accusata è di aver aiutato un gruppo noto come Arkeon a riorganizzarsi dopo che i giudici di Bari ne avevano chiuso la maggior parte delle attività. Arkeon aveva iniziato la propria attività come un gruppo Reiki, salvo poi avvicinarsi alla Chiesa Cattolica Romana, ed è controverso nei circoli gay per la sua disponibilità a trattare  l’omosessualità come una condizione che alcuni possono superare (e in alcuni casi lo hanno fatto). Etichettato come la quintessenza della “setta” da alcuni media e attivisti anti-sette, ha avuto la sua dose di problemi legali. Le idee di Arkeon sono abbastanza complesse e noi del CESNUR non affermiamo di averne una visione chiara. Infatti, attendiamo con interesse l’annunciato studio della Dr.ssa Di Marzio. L’idea abbastanza insolita che lo studio di una ricercatrice su una setta  rappresenti  una “riorganizzazione” di quest’ultima e automaticamente faccia di lei una co-cospiratrice in qualsivoglia crimine presente o passato attribuito al gruppo può sembrare assurda, ma si possono facilmente immaginare i problemi che ciò sta causando alla Dr.ssa Di Marzio. Apparentemente, il fatto che lei non sia in alcun senso una “apologeta delle sette” non è stato considerato come un elemento a discarico. I commenti sul Web hanno mostrato come, secondo alcuni esponenti radicali del mondo anti-sette, la cooperazione della studiosa ad alcuni progetti del CESNUR hanno fatto di lei un’ “apostata”. Apparentemente, gli apostati delle “sette” sono per definizione attendibili, mentre quelli definiti apostati dal mondo anti-sette dovrebbero essere puniti senza pietà anche quando la loro apostasia sia ampiamente immaginaria.

Questa vicenda italiana è molto triste. Mostra come il dialogo e la cooperazione tra esponenti moderati del movimento di consapevolzza sulle sette come la Dr.ssa Di Marzio e studiosi di nuovi movimenti religiosi con idee differenti sia percepita come di profondo disturbo dagli anti-sette radicali, che sono pronti a prendere misure estreme  pur di impedire che un simile dialogo possa svilupparsi. Questi estremisti, a loro volta, non avrebbero successo se non avessero l’attenzione dei programmi scandalistici e di alcuni pubblici ufficiali e magistrati inclini al pregiudizio anti-sette. In questo senso, le guerre contro le sette non sono finite. Ovviamente, i crimini reali commessi da Nuovi Movimenti Religiosi come le cosiddette Bestie di Satana in Italia svolgono un ruolo importante nel riaccendere periodicamente la controversia.

Twenty Years of Studies of New Religious Movements: Autohagiography or Post-Mortem?
by Massimo Introvigne (CESNUR)
(…) some sensationalist media and a handful of police officers and prosecutors did buy the anti-cult rhetoric. (…) In a recent (2008) incident Dr. Raffaella Di Marzio, a distinguished critic of “cults” (and a member of the Editorial Board of ICSA’s Cultic Studies Review), who had decided to publish articles in CESNUR printed and electronic publications, had her own rich Web site temporarily closed by the police and was herself indicted by a prosecutor in Bari for criminal conspiracy. The matter is still unresolved. Her alleged crime was to have helped a group known as Arkeon to re-organize after judges in Bari had closed most of its activities. Arkeon started as a Reiki group but later became both close to the Roman Catholic Church and controversial in gay circles for its willingness to deal with homosexuality as a condition that some can (and did) eventually overcome. Branded as a quintessential “cult” by some media and anti-cult activists, it had its share of legal problems. Arkeon’s ideas are quite complicate, and we at CESNUR do not claim to have a clear picture of them. In fact, we were awaiting Dr. Di Marzio’s forthcoming study with interest. The quite original idea that a scholar’s study of a “cult” amounts to its “reorganization”, and automatically makes the scholar a co-conspirator in any present or past crime allegedly committed by the group, may seem absurd, but one can easily imagine the problems it is causing to Dr. Di Marzio. Apparently, the fact that she is by no means a “cult apologist” was not counted as an excuse. Comments on the Web showed that, to some radical anti-cultists, the scholar’s co-operation with some CESNUR projects made her an “apostate”. Apparently, apostates from “cults” are by definition reliable, while those defined as apostates from anti-cultism should be mercilessly punished even when their apostasy is largely imaginary.

This Italian story is very sad. It shows that the dialogue and co-operation between moderate elements in the cult awareness movement such as Dr. Di Marzio, and scholars of new religious movements with different views, is perceived as deeply disturbing by radical anti-cultists, who are prepared to take extreme measures in order to prevent this from happening. These extremists, in turn, would not succeed if they did not have the ear of sensationalist talk show hosts and of some within law enforcement and the judiciary inclined to anti-cult prejudice. In this sense, the cult wars are not over. Of course, very real crimes committed by NRMs such as the so called Beasts of Satan in Italy do more than their share in periodically revamping the controversy.

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